IPSE DIXIT/2: LUCIANO MOGGI, IL CONTROLLORE
Tu guarda se finisce che s’è smascherato da solo…
Moggi: «Ero solo un guardiano»

Luciano Moggi torna a parlare dello scandalo di Calciopoli, che nel 2006 sconvolse il mondo del pallone e che lo vede imputato nel processo di Napoli. «Quel processo dimostrerà che io non ero altro che un guardiano, altro che associazione a delinquere – ha detto l’ex dg della Juventus a Radio Padania -. Io cercavo solo di sapere, lo si leggerà nelle intercettazioni».
IPSE DIXIT: SIGNORE E SIGNORI…WALTER ZENGA!
E venne il giorno di Walter Zenga: “A Palermo per vincere lo scudetto”

Se fossimo seduti al cinema staremmo assistendo alla sigla della 20th Century Fox: quello storico rullo di tamburi, accompagnato da fiati e archi, che annuncia l’inizio di qualcosa di spettacolare. E’ questa, infatti, la sensazione che si respira all’hotel “La’ di Moret” di Udine dove Walter Zenga, a poco più di un mese dalla firma del contratto che lo lega al Palermo per due anni, si presenta ufficialmente ai tifosi rosanero.
Le prime parole dell’uomo ragno sono destinate a chiarire i motivi di questa scelta, certamente audace, di passare dal Catania al Palermo: “Sapevo già da aprile che non sarei rimasto a Catania – dichiara -. Ho scelto Palermo perchè nessuno se lo sarebbe aspettato, ma nella vita non si deve mai dire mai. È una piazza importante, c’è un ottimo gruppo di giocatori. Voglio puntare in alto e il Palermo mi dà questa possibilità”.
Al di là della retorica iniziale, comunque, il tecnico milanese spiazza subito la platea sparando i suoi personalissimi fuochi d’artificio e annunciando quelli che sarebbero gli obiettivi stagionali alla portata dei rosanero: “Mi sono sempre chiesto – dice Zenga – come mai questa società nelle ultime due stagioni non abbia conquistato un posto per le coppe europee. Più che puntare alla Champions io voglio vincere il campionato e i miei giocatori saranno mentalizzati per puntare a questo obiettivo”.
Uomo dal carattere forte (il giornalista Enrico Varriale ne sa qualcosa) Zenga quindi scaccia i fantasmi di una possibile e tanto temuta acredine col vulcanico Zamparini. “Sono sicuro che tra me e il presidente non ci saranno mai problemi. Magari ci saranno delle frizioni, ma il nostro rapporto sarà spettacolare”.
Sul suo rapporto con la squadra, invece, il mister racconta di aver “trovato dei ragazzi carichi ed entusiasti”, una condizione che comunque non gli evita un ulteriore incitamento ai suoi uomini: “Voglio questi calciatori pronti a strabiliare e a lasciare un grande segno. Vorrò sempre e comunque la massima determinazione e la dovuta rabbia agonistica. I giocatori devono sempre dare il massimo, voglio che lottino anche al 90’ con la vittoria già in cassaforte”.
Ma che Palermo sarà quello targato Walter Zenga? L’ex portiere della nazionale su questo è chiaro: “Io non ho un modulo al quale mi lego in maniera particolare – afferma – perché se venisse a mancare qualche giocatore poi improvvisare e la cosa non mi piace”. Inevitabile a questo punto non pensare all’assenza del capitano Liverani, costretto ad uno stop di almeno altri quattro mesi. “A Fabio ho chiesto di venire con noi per star vicino alla squadra – dice Zenga -. Da un particolare punto di vista la sua mancanza è una cosa buona, perché gli altri saranno responsabilizzati. La conferma di tutti i giocatori è fondamentale. Se faremo qualche operazione sarà solo per rinforzare la squadra. Voglio valutare alcuni calciatori in ritiro e poi possiamo prendere le decisioni più consone possibili. Con la massima serietà ed oculatezza durante il ritiro programmeremo eventuali interventi sul mercato. Il Palermo vuole crescere e migliorare quindi potranno esserci degli innesti importanti”.
A quanti sostengono poi una particolare incompatibilità tra lui e alcune pedine importanti come Edison Cavani, Zenga risponde: “Vorrei averne quindici come lui. Con me sicuramente giocherà e lo farà benissimo”.
Altro capitolo importante della lunga conferenza stampa di presentazione del neotecnico rosanero è quello relativo al giovani. L’uomo ragno, infatti, pare credere molto in quello che lui definisce un vero e proprio “progetto”: “Mazzotta si aggregherà alla prima squadra – afferma – Hernandez e Mchedlidze resteranno. Pergolizzi ha fatto grandi cose con la Primavera ed è importante guardare al settore giovanile, così da non spendere troppi soldi comprando giocatori dall’estero”.
Sui nomi accostati nei giorni scorsi al club di viale Del Fante, Pastore e Paletta su tutti, Zenga preferisce non pronunciarsi: “Noi in questo momento parliamo solo di Nicolas Bertolo che è già un nostro calciatore. Può giocare sia a destra che a sinistra, ha grandi capacità tecniche e sa anche coprire gli spazi. Crediamo molto in lui anche se viene dall’Argentina e dovrà ambientarsi. Per quanto riguarda gli altri, io valuterò un calciatore solo quando saprò di poter averlo a disposizione”.
LiveSicilia.it
IPSE DIXIT: CASINI SMENTISCE…..NON SIA MAI, NON SCHERZIAMO!!
CALCIO: CASINI, IO CONTRO MOGGI AL BOLOGNA? SVISTA ESTIVA
“L’on. Pier Ferdinando Casini non e’ mai intervenuto ne’ direttamente ne’ indirettamente in questioni inerenti l’assetto societario del Bologna Football Club, vicende che non lo riguardano minimamente”.
E’ quanto afferma una nota dell’ufficio stampa del leader Udc. “Pertanto – prosegue la nota – ogni notizia su presunti interventi dell’on. Casini, come quella pubblicata stamattina su un importante quotidiano nazionale e’, nella migliore delle ipotesi, frutto di una svista estiva”. Lo nota si riferisce alle notizie di stampa secondo le quali l’ex presidente della Camera, bolognese, avrebbe sconsigliato l’ingresso di Luciano Moggi nel club rossoblu’.
-AG.ASCA-
IPSE DIXIT: A PECHINO PER LA STORIA..BIANCOCELESTE
Siviglia: “La Supercoppa per fare la storia del club”
-La Repubblica-
IPSE DIXIT: BERNIE ECCLESTONE, L’ALTRO NAZISTA
ECCLESTONE COME MOSLEY

REPUBBLICA - Dei due, quello che poteva essere sospettato di simpatie naziste era l’altro: Max Mosley, figlio di Oswald, fondatore del Partito fascista inglese e fotografato con quelle famose signorine vestite da dominatrici, se non da guardie del lager.
Invece, a sorpresa, a manifestare una certa ammirazione per Adolf Hitler che «faceva funzionare le cose » è l’altro leader della Formula 1, Bernie Ecclestone. In un’intervista al Times, l’uomo che ha trasformato le corse di macchine nel più grande affare del mondo dello sport, ha dato la sua personale lettura del nazismo: «A parte il fatto che Hitler poi è stato cacciato e persuaso a fare cose che non so se voleva fare, era nella condizione di comandare molta gente e di far funzionare le cose. Alla fine si è perso e non è stato un buon dittatore perché o sapeva che le cose andavano in una certa direzione e ha insistito oppure ha lasciato che andassero così, e quindi non è stato un dittatore».
Idee «bizzarre» è l’eufemismo scelto dal portavoce della comunità ebraica inglese, che si era già innervosito quando Bernie aveva detto che «in F1 ci vorrebbe un pilota donna, nera e ebrea». Ecclestone ora svela di preferire le dittature alle democrazie, «troppo deboli», «che non hanno fatto il bene di molti Paesi, Inghilterra compresa». E, su questa base, critica l’idea di esportare la democrazia a chi non ce l’ha: «Una cosa terribile supportare l’idea di cacciare Saddam. Era l’unico che poteva controllare quel Paese. Lo stesso vale per i talebani. Noi andiamo in Paesi di cui non conosciamo la cultura. Gli americani probabilmente pensavano che Bosnia fosse una città di Miami». Tra gli uomini politici inglesi salva solo Margaret Thatcher e avanza quasi la candidatura del suo amico Mosley, non a caso definito dai team «un dittatore»: «Sarebbe un ottimo primo ministro, un vero leader». Ci manca solo questo. Mosley infatti è un’altra volta nella bufera in F1. Il suo braccio destro, Alan Donnelly, capo dei commissari di gara, si è occupato di trovare sponsor alla Manor, gestita da un amico di Mosley: il tutto mentre il team stava ancora partecipando alla gara per essere ammesso al campionato 2010
IPSE DIXIT: MAURITO ZARATE VUOLE VINCERE..CON LA LAZIO
Zarate ha già l’obiettivo in mente per il 2010
«Ho fatto di tutto affinché mi potessero comprare e potessi rimanere nella Lazio – ha continuato il giocatore - mi piace molto la città di Roma e mi trovo bene. Alla fine è andato tutto per il meglio, voglio vincere qui».
FONTE: GOAL.COM
IPSE DIXIT (RETROATTIVO): ADRIANO, IL TUTOR DI BALOTELLI..
C’erano una volta i giocatori-chioccia, quelli che prendevano da parte il giovane di belle speranze o, più semplicemente, l’ultimo arrivato, lo educavano, lo svezzavano, e lo introducevano nel ricco palcoscenico del campionato italiano.
Un esempio? Bruno Conti con Roberto Muzzi. L’ex carrozziere di Morena arriva a Trigoria con un pollo attaccato al collo, Brunetto se ne accorge e, più o meno affettuosamente, invita il giovin virgulto ad indossare monili più decorosi. Ed il pollo sparisce.
Altri tempi, è vero. Negli ultimi anni i metodi educativi del mondo pallonaro hanno subito una netta evoluzione/involuzione: si osservi la crescita e la maturazione di Antonio Cassano sotto la guida spirituale di Fabio Capello.
L’ultima rivisitazione del metodo Montessori la fornisce Adriano, che si candida al ruolo di tutor di Balotelli, con buona pace del tifo nerazzurro e, più in generale, italiano.
CALCIO, ADRIANO: BALOTELLI GRANDE SE METTE TESTA A POSTO
“Balotelli sarà un grande se mette la testa a posto”. Il consiglio, dalle pagine della Gazzetta dello Sport, è firmato Adriano. “E’ un bravo ragazzo – continua -, giocherà molto, è davvero un grande attaccante”.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT
IPSE DIXIT: LA ROMA SU ETO’O




INAUGURIAMO OGGI UNA NUOVA RUBRICA DEDICATA ALLE BUFALE CALCISTICHE QUOTIDIANE.