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Il decennio 1960-1970

 DALLA COPPA DELLE FIERE AL SISTINA

 

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Gli incredibili anni ‘60 direbbe Minà..nel caso della Roma fu proprio così. C’è tutta la storia della Roma nel decennio 1960-1970: dalla Coppa delle Fiere, unico trofeo europeo della storia giallorossa, alle due coppe Italia, alla crisi finanziaria che portò alla colletta del Sistina, dal mago di Turi al mago Herrera, passando per la morte di Taccola.

Gli anni ‘60 si aprirono con l’affermazione in Coppa delle Fiere. La Roma, unica squadra italiana ad aggiudicarsi il trofeo, conquistò la coppa dopo aver sconfitto in finale il Birmimgham.

Diversi campioni vestirono la maglia giallorossa negli anni ‘60: purtroppo però, non portarono i risultati sperati. Arrivarono il prolifico e discontinuo bomber argentino piedone Manfredini e la mezzala Lojacono, amante della Dolce Vita come il cannoniere Angelillo. Altri campioni noti furono l’ex laziale raggiodiluna Selmonsson, che deve il suo appellativo al carattere schivo ed alla chioma bionda, nonché all’illuminante senso tattico, e l’uruguagio Schiaffino, mezz’ala destra di classe giunta a Roma in età avanzata.

Arrivarono però anche diversi “bidoni”: Charles, attempato ex centravanti della Juventus, e, soprattutto, Sormani. Il brasiliano non era un bidone: lo fu alla Roma. Il suo arrivo, costato mezzo miliardo di lire, galvanizzò una tifoseria da troppo tempo in attesa, ma allo stesso tempo caricò di eccessive responsabilità il giovane brasiliano, che fallì la stagione. Soliti cambi in panchina, sulla quale si avvicendarono Krieziu e Mirò, fautore dell’improbabile “4-2-4 elastico“: inutile dire che l’allenatore fece immediato ritorno in patria. Alcune note liete vennero dalla primavera, che sfornò i talenti di Orlando e, soprattutto, di De Sisti.

Arrivò anche la prima coppa Italia, quella dell’edizione 1963/1964, conquistata contro il Torino: la ripetizione della gara (l’andata terminò a reti inviolate) venne risolta da un gol di Nicolé. Ed arrivò pure la colletta del Sistina, organizzata dall’ex tecnico della Lazio Lorenzo per fronteggiare una crisi finanziaria senza precedenti, alla cui origine vi era la sconsiderata gestione finanziaria del presidente Marini-Dettina.

A Marini-Dettina successe l’on. Evangelisti, ed a Lorenzo il mago di Turi Pugliese. Evangelisti ripianò i debiti cedendo Angelillo e De Sisti: Pugliese non si scoraggiò e guidò dignitosamente la squadra per tre anni. Poi arrivò l’altro mago, quello originale, Helenio Herrera.

La società nel frattempo passò nelle mani del cinico imprenditore Marchini. Giacomo Losi lasciò il calcio pur di non giocare con una maglia diversa da quella giallorossa: core de Roma collezionò 386 presenze in 13 stagioni, solo Totti saprà fare meglio. Arrivarono Bet e Santarini in difesa, Landini per l’attacco. A Roma erano già arrivati nell’ultimo anno di Pugliese Capello, Cordova, Taccola e, soprattutto Jair: le premesse per un immediato futuro da protagonisti non mancavano.

Invece la Roma non decollò mai, così come i rapporti tra Marchini ed il suo allenatore, arrivato nella gestione precedente. Ad aumentare i contrasti fu l’incredibile vicenda legata alla morte di Taccola, avvenuta il 16 marzo 1969 a Cagliari, in occasione della trasferta della Roma a Cagliari. Taccola venne colto da malore negli spogliatoi, andò in come e morì improvvisamente. Herrera, che non aveva mai voluto rinunciare alle prestazioni del giocatore nonostante questi accusasse ripetutamente degli stati febbrili, si dimostrò completamente insensibile alla vicenda: alcuni non esclusero un coinvolgimento dell’allenatore argentino nella morte della giovane promessa giallorossa.

La Roma chiuse il decennio con la seconda affermazione in coppa Italia, giunta dopo la vittoria nel girone finale con Foggia, Torino e Cagliari e dopo aver sconfitto nella prima fase la Lazio nel derby.

 

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STAGIONE 1960-1961

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LA ROSA

Portieri: Cudicini F., Panetti L.;

Difensori: Corsini G., Fontana A., Losi G., Marcellini A., Raimondi L., Stucchi G.;

Centrocampisti: De Sisti G., Guarnacci E., Giuliano L., Marmiroli F., Menichelli G., Orlando A., Pestrin P., Schiaffino J.A., Thermes M.;

Attaccanti: Da Costa D., Ghiggia A.E., Lojacono F.R., Manfredini P.W., Selmosson A.B.;

Allenatori: Foni A.

 

Ai nastri di partenza la Roma si presentò con una rosa di tutto rispetto. La campagna acquisti portò in giallorosso due grossi calibri come Lojacono e Schiaffino, che con Ghiggia si era reso protagonista del Maracanaco, il disastro del Maracanà del 1950. All’inizio del torneo scese in campo una squadra votata all’attacco: il cannoniere argentino Manfredini, con 15 gol in 9 partite (con 4 triplette di cui una al derby), lanciò subito in alto la sua squadra che però non riuscì a mantenere la giusta continuità di rendimento e calò alla distanza, riuscendosi a piazzare solo quinta, con l’aggravante del derby di ritorno perso con conseguente, abituale avvicendamento in panchina: a Foni subentrò Carniglia.

Se in campionato la Roma deluse, nella Coppa delle Fiere la squadra capitolina non conobbe ostacoli.  Alla Coppa delle Fiere, attuale Coppa Uefa, accedevano le più prestigiose città europee, quelle in grado di organizzare delle fiere, che non partecipavano alla Coppa dei Campioni pur potendo contare su un pubblico importante. La Coppa delle Fiere era un torneo molto lungo: quella dell’edizione del 1960-1961 cominciò il 4 ottobre 1960 e terminò l’11 ottobre dell’anno successivo. La Roma si aggiudicò il prestigioso trofeo europeo dopo aver eliminato agli ottavi il St Galloise (0-0 all’andata, 4-1 al ritorno), il Colonia ai quarti (0-2 in Germania, 0-2 all’Olimpico, spareggio a Roma 4-1), gli scozzesi dell’Hibernian in semifinale (2-2 ad Edimburgo, 3-3 a Roma, spareggio a Roma 6-0), ed il Birmingham in finale a Roma l’11 ottobre 1961 per 2-0 (andata 2-2).

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STAGIONE 1961-1962

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LA ROSA

Portieri: Cudicini F., La Bella G., Matteucci E.; 

Difensori: Carpanesi S., Corsini G., Fontana A., Losi G., Raimondi L.;

Centrocampisti: Abbatini B., Chirico M., De Sisti G., Guarnacci E., Giuliano L., Jonsson T., Lojacono F.R., Menichelli G., Orlando A., Pestrin P., Schiaffino J.A.;

Attaccanti: Angelillo A.V., Da Costa D., Manfredini P.W.;

Allenatori: Carniglia L.

 

A Foni successe in panchina l’ex allenatore della Fiorentina Carniglia. La squadra, se da un lato fece registrare le partenze illustri di Ghiggia e Selmosson, dall’altro si arricchì di campioni del calibro di Angelillo, proveniente dall’Inter, e di Johnsson, ex viola. L’avvio di campionato fu condizionato sia dai mondiali cileni, previsti per l’anno successivo, sia dall’imminente finale di Coppa delle Fiere, che la Roma si aggiudichò, come visto, l’11 ottobre 1961. La Roma rallentò in novembre, mese nel quale raccolse poco e niente, e si riprese in primavera. La stagione terminò con l’ormai consueto quinto posto. Al termine del campionato Anacleto Gianni rassegnò le dimissioni: al suo posto verrà nominato Commissario straordinario D’Arcangeli.

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STAGIONE 1962-1963

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LA ROSA

Portieri: Cudicini F., Ginulfi A., Matteucci E.; 

Difensori: Bergmark O., Carpanesi S., Carpenetti F., Corsini G., Fontana A., Losi G.;

Centrocampisti: De Sisti G., Guarnacci E., Giuliano L., Jonsson T., Lojacono F.R., Menichelli G., Orlando A., Pestrin P.;

Attaccanti: Angelillo A.V., Charles J.W., Leonardi L., Manfredini P.W.;

Allenatori: Carniglia L., Foni A.

 

Stagione all’insegna della confusione, a tutti i livelli. Il commissariamento della società terminò con l’affidamento della presidenza al conte Franco Marini Dettina, troppo tifoso e troppo inesperto. Carniglia decise di lasciare in panchina Manfredini, che ebbe la meglio sull’allenatore dopo due sconfitte brucianti: al posto dell’allenatore argentino tornò Foni. Manfredini, riappropriatosi del posto in squadra, segnò a raffica e vinse la classifica dei cannonieri con 19 gol. La confusione gestionale emerse in tutta evidenza nelle sessioni di calciomercato: Bergmark, arrivato in estate, venne ceduto a novembre per ingaggiare il 35enne Charles dalla Juventus, stante l’impossibilità di arrivare a Sormani. Alla fine la Roma confermò il quinto posto, mentre in Coppa delle Fiere la Roma, tra le favorite dopo la vittoria nell’edizione precedente, si fermò alle semifinali con il Valencia che si aggiudicò in seguito il torneo.

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STAGIONE 1963-1964

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LA ROSA

Portieri: Cudicini F., Ginulfi A., Matteucci E.; 

Difensori: Ardizzon M., Carpanesi S., Carpenetti F., Corsini G., Fontana A., Losi G.;

Centrocampisti: De Sisti G., Dori F., Frascoli S., Malafrasi S., Orlando A., Schultz J.;

Attaccanti: Angelillo A.V., Francesconi F., Leonardi L., Manfredini P.W., Sormani A.B.;

Allenatori: Foni A., Kriezu N, Mirò L.

 

La confusione si protrasse. Marini Dettina rivoluzionò la rosa: se ne andarono Nicolé, Johnsson, Lojacono, Charles; arrivarono Guarnacci, Ardizzon, Schutz. E mister mezzo miliardo Sormani. Buona rosa, buon avvio, poi la Roma rallentò e la responsabilità ricadde su Foni, che fu sostituito da una vecchia gloria Campione d’Italia ‘42, Kriezu, a sua volta sostituito da Luis Mirò. Cambiò poco. S’infortunarono Cudicini, Schutz e Manfredini, Sormani non decollò, in coppa delle Fiere si andò a casa dopo una clamorosa debacle a Colonia (3-1 a Roma, 4-0 in Germania). In campionato non si raccolse che un dodicesimo posto. L’unica consolazione arrivò dalla Coppa Italia. In finale la Roma affrontò il Torino: in casa si pareggiò o-o, a Torino Nicolé regalò ai giallorossi la prima affermazione nel torneo.

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STAGIONE 1964-1965

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LA ROSA

Portieri: Cudicini F., Ginulfi A., Matteucci E.; 

Difensori: Ardizzon M., Carpenetti F., Losi G., Tomasin G.;

Centrocampisti: Carpanesi S., De Sisti G., Nardoni M., Salvori E., Schnellinger K.H., Tamborini G.;

Attaccanti: Angelillo A.V., Francesconi F., Leonardi L., Manfredini P.W., Nicolé;

Allenatori: Lorenzo J.C.

 

La stagione 1964-1965 racchiuse una delle pagine più tristi dell’intera storia giallorossa: la colletta del Sistina. La stagione partì male, tra le contestazioni del popolo romanista che non digeriì l’affidamento della panchina giallorossa all’ex tecnico della Lazio Lorenzo. Anche la campagna acquisti non fu granché: tornarono Schnellinger e Nicolé, che realizzò il gol-partita nella finale di Coppa Italia con il Torino. La Roma stentò in campionato: Manfredini si avviava a concludere la propria carriera dopo aver dato tanto alla causa giallorossa, la società versava in condizioni economiche disastrose, al punto da non poter finanziare la trasferta di Vicenza. Lorenzo indisse allora una colletta, che passerà alla storia come la colletta del Sistina: i giocatori, all’oscuro dell’iniziativa del proprio allenatore, si ritrovarono a raccogliere le offerte dei propri sostenitori. In coppa delle Fiere si uscì subito con il Ferencvaros, mentre in campionato non si andò oltre il nono posto. A fine stagione Manfredini chiuse la sua gloriosa carriera. 

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STAGIONE 1965-1966

66

LA ROSA

Portieri: Cudicini F., Ginulfi A., Matteucci E.; 

Difensori: Ardizzon M., Cappelli F., Carpenetti F., Losi G., Sensibile N., Tomasin G.;

Centrocampisti: Benaglia R., Benitez V.M., Carpanesi S., Menichelli M.,, Nardoni M., Salvori E., Spanio A., Tamborini G.;

Attaccanti: Barison P., Da Silva J.R., Franceschini F., Leonardi L.;

Allenatori: Pugliese O.

 

L’inevitabile allontanamento di Lorenzo porta a Roma il mago di Turi Oronzo Pugliese, ruspante personaggio, cultore del sacrificio e del lavoro, passato agli onori della cronaca per aver battuto con il suo Foggia l’Inter dell’altro mago Helenio Herrera. Il compito che era dei più gravosi: il neo presidente Franco Evangelisti si trovava infatti alle prese con un bilancio disastrato e con la necessità di vendere. Se ne andarono allora nell’ordine Nicolé, Schnellinger, Angelillo, Manfredini e Schutz, ma se ne andò soprattutto Picchio De Sisti, venduto alla Fiorentina per 300 milioni, un capitale per i tempi: cominciavano così i tempi della Rometta. La Roma costruì sulla difesa e sul proprio pubblico le sue fortune ed ottenne un dignitosissimo ottavo posto, regalandosi alcune vittorie di prestigio come quella sull’Inter mondiale.

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STAGIONE 1966-1967

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LA ROSA

Portieri: Ginulfi A., Massari G., Pizzaballa P.L.; 

Difensori: Carpenetti F., Losi G., Olivieri G., Sensibile A., Sirena P.;

Centrocampisti: Carpanesi S., Ossola L., Peirò J., Pellizzaro S., Russo M.,Scala N., Schutz J., Tamborini G.;

Attaccanti: Barison P., Colausig G., Enzo F.;

Allenatori: Pugliese O.

 

Ennesimo campionato anonimo. La Roma confermò Pugliese in panchina,  ingaggiò Peirò, ma non andò oltre il decimo posto. Buona affermazione nel derby di andata, qualche buon risultato, come la vittoria casalinga sulla Juventus (1-o) che vincerà il campionato, e nulla più.

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STAGIONE 1967-1968

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LA ROSA

Portieri: Ginulfi A., Pizzaballa P.L.; 

Difensori: Cappelli F., Carloni G., Carpenetti F., Cherubini M., Losi G., Scaratti F., Robotti E., Sirena P., Spinosi L.;

Centrocampisti: Capello F., Cordova F., Ferrari S., Imperi G., Moretti G., Ossola L., Pelagalli A., Stacchini G.;

Attaccanti: Da Costa J., Enzo F., Peirò J., Taccola G.;

Allenatori: Pugliese O.

 

Ultima stagione per il mago di Turi -che fu sostituito con il mago per eccezione Helenio Herrera-  e per il presidente Evangelisti, che trasformò la Roma in Società per azioni. Soldi in tasca pochi, ma idee buone: arrivarono Giuliano Taccola, Franco Cordova e Fabio Capello, tornò alla base Nevio Scala, dopo l’ottima stagione disputata la stagione precedente.

La Roma partì forte e dopo le prime sette giornate conquistò la prima posizione grazie ai gol di Taccola e ad una formazione decisamente sbilanciata in avanti. Ed infatti alla nona crollò in casa con l’Inter, rimediando sei gol: la difesa non riusciva infatti a sopportare il peso di una squadra votata al gioco offensivo. La squadra tornò nei ranghi e chiuse al decimo posto. In coppa Italia la Roma uscì al primo turno.

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STAGIONE 1968-1969

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LA ROSA

Portieri: Ginulfi A., Pizzaballa P.L.; 

Difensori: Bet A., Cappelli F., Carpenetti F., Losi G., Santarini S., Scaratti F., Sirena P., Spinosi L.;

Centrocampisti: Benitez V.M., Capello F., Cordova F., D’Amato V., Ferrari S., Giudo L., Nobili B., Salvori E.;

Attaccanti: Bertogna L., Landini F., Orazi A., Peirò J., Taccola G.;

Allenatori: Herrera H.

 

Il cambio di mago in panchina, con l’arrivo del tecnico più gettonato dell’epoca Helenio Herrera, non produsse gli effetti sperati. L’accoglienza riservata all’ex allenatore dell’Inter di Angelo Moratti fu da re: i tifosi impazzirono per H.H. e sognarono i traguardi nerazzurri. La squadra che venne allestita però non fu all’altezza. Ad Evangelisti subentrò prima l’avv. Ranucci, poi Alvaro Marchini, che malsopporterà l’allenatore argentino.

Herrera rivoluzionò la Roma e cercò di trasformarla ad immagine e somiglianza dell’Inter che aveva portato al successo: accantonò Pizzaballa e gli preferì Ginulfi, in difesa puntò sulla coppia Bet-Santarin rinunciando a core de Roma Losi, a centrocampo lanciò Spinosi ed in attacco affiancò a Taccola il prestante Landini. Per non lasciare nulla al caso la Roma fu schierata sempre con la maglia bianca, che secondo il mago migliorava la visione di gioco. Ma la Roma non era la grande Inter: alla fine la posizione in classifica migliorò di sole due posizioni rispetto all’anno precedente.

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Alla Roma di Helenio Herrera è legata una delle pagine più tristi dell’intera storia della A.S. Roma: la morte di Giuliano Taccola. Taccola era un giovane molto promettente, che all’esordio in maglia giallorossa si mise in luce realizzando dieci reti, risultando peraltro il miglior marcatore stagionale della squadra. Nella stagione della consacrazione Taccola aveva già realizzato 7 reti in 12 gare quando il 16 marzo 1969, nell’intervallo della partita Cagliari-Roma, viene colto da un malore negli spogliatoi, entra in come e muore. Improvvisamente e misteriosamente. Di certo si sa che il giocatore soffrì per diverso tempo per delle febbri causate da un’infezione che i medici non seppero né diagnosticare (ritennero si trattasse di un vizio cardiaco) né curare, e che il tecnico sottovalutò con leggerezza continuando a schierare il giocatore in allenamento ed in partita.

Ufficialmente la morte fu attribuita ad un attacco cardiaco dovuto all’indebolimento causato da una polmonite. Le dichiarazioni rilasciate a L’Espresso nel 2004 da Ferruccio Mazzola circa l’utilizzo di sostanze dopanti, accostarono il nome di Giuliano Taccola a quello di altri campioni allenati da Herrera prematuramente scomparsi come Tagnin, Picchi e Bicicli. Tutta Roma rimase scossa dalla notizia della scomparsa di Taccola. Ai funerali, celebrati alla Basilica di San Paolo, parteciparono oltre 150 mila persone.

La scomparsa di Taccola motivò la Roma e la spinse alla vittoria della seconda Coppa Italia. La Roma si classificò prima nel primo raggruppamento (con vittoria per 1-0 nel derby), superò ai quarti il Brescia e vinse il girone finale con Cagliari, Foggia e Torino.

 

STAGIONE 1969-1970

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LA ROSA

Portieri: De Min G., Ginulfi A., Zanier A.;

Difensori: Bertini G., Bet A., Cappelli F., Carpenetti F., Liguori L., Petrelli S., Santarini S., Scaratti F., Spinosi L.;

Centrocampisti: Benitez V.M., Capello F., Colafrancesco A., Cordova F., Franzot W., La Rosa G., Salvori E.;

Attaccanti: Bertogna L., Braglia G., Cappellini R., Enzo F., Landini F., Peirò J.;

Allenatori: Herrera H.

 

L’evento da ricordare per la stagione ‘69-’70 fu senza ombra di dubbio l’addio al calcio di Giacomo Losi. Core de Roma smise dopo 386 partite giocate unicamente con la squadra capitolina: Losi non volle infatti indossare nessun’altra maglia, legittimando, qualora ce ne fosse bisogno, l’appellativo che lo accompagnò per tutta la sua carriera. Altri tempi, altri uomini.

Ai nastri di partenza si presentò una Roma praticamente dai valori tecnici simili all’anno precedente. In un campionato che vide la squadra allenata dal mago classificarsi undicesima, uscire al primo turno di coppa Italia per mano del Cagliari di Giggirriva, ed uscire dalla Coppa delle Coppe in semifinale grazie al lancio della monetina (i due incontri con il Gornik più lo spareggio terminarono infatti in parità), i risultati da ricordare furono la vittoria a Milano contro il Milan per 3-2 e l’affermazione nel derby. Poca roba.

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