ALL’INFERNO E RITORNO
Il ricordo più vivido ed infelice del decennio ‘40-’50 non può che essere la retrocessione nella serie cadetta. A nulla servirono gli acquisti di Nordahl, Sundquist, Andersson ed Eliani e non servirono nemmeno i diversi cambi in panchina: una lunga serie di sconfitte con il minimo scarto (ben 11) costò ai giallorossi l’unica retrocessione della propria storia, avvenuta il 17 giugno 1951 nonostante l’affermazione sul Milan, neo campione d’Italia. La diretta concorrente per la retrocessione, il Padova, espugnò Napoli e si salvò. Renato Rascel, che al momento della retrocessione della Roma era impegnato in una rappresentazione al Sistina, interruppe lo spettacolo e pronunciò un frase destinata a diventare celebre nella storia della A.S. Roma: “Signore e signori, da questo momento la Roma è in serie B. Ma la Roma non si discute, si ama. Sempre“.
L’anno successivo la Roma si rese -doverosamente- autrice di una cavalcata trionfale, insidiata unicamente dal Brescia: la squadra allestita da Sacerdoti e guidata da Viani, seguita da un numero impressionante di tifosi ogni domenica, totalizzò 53 punti e fece ritorno nella massima serie senza passare per lo spareggio con la quart’ultima della serie A. Il 22 giugno 1952, a dieci anni dalla conquista del primo scudetto, la Roma si mise alle spalle la sua pagina calcistica più nera e fece ritorno in serie A.
Gli anni successivi furono gli anni del trasferimento dallo stadio Torino allo Stadio Olimpico (17 maggio 1953) e dell’ingaggio dell’ala uruguagia Ghiggia, colui che realizzò il gol decisivo in quello che venne definito il disastro del Maracanà, quando i padroni di casa del Brasile vennero sconfitti in casa dall’Uruguay in rimonta grazie alle reti di Schiaffino e, appunto, Ghiggia. Furono anche gli anni di Da Costa, il cecchino dei derby, e soprattutto di core de Roma Giacomino Losi, 386 presenze in giallorosso, secondo solo a Francesco Totti. Dal punto di vista dei risultati, invece, praticamente nulla di ricordare: si alternarono ottime annate, come quella del terzo posto del 1954-1955, e stagioni fallimentari, come quella della sfiorata retrocessione del 1956-1957.
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STAGIONE 1950/1951
LA ROSA
Portieri: Albani L., Risorti F., Tessari L.;
Difensori: Cardarelli A., Eliani A., Nardi A., Nordahl K., Tre Re A.;
Centrocampisti: Andersson S., Dell’Innocenti G., Ganassi L, Maestrelli T., Spartano J., Venturi A;
Attaccanti: Bacci G., Lucchesi C., Merlin R., Tontodonati M., Sundqvist, Zecca A.;
Allenatori: Baloncieri A., Serantoni P., Masetti G.
Campagna acquisti di stampo svedese, quella dell’annus terribilis 1950-1951: arrivarono infatti Nordahl II, fratello del più celeberrimo Gunnar, Sundqwist e Andersson. La squadra fu affidata al duo Baloncieri-Brunella, rimpiazzati in seguito da una vecchia gloria come Serantoni, campione d’Italia nel ‘42, dopo un avvio di stagione disastroso. Spetterà però a Masetti l’onere di veder retrocedere la Roma, nonostante la vittoria finale in casa contro i neoscudettati del Milan: era la resa dei conti, dopo tante stagioni riprese per i capelli la squadra capitolina fu costretta a scendere tra i cadetti.
Al posto del dimissionario Restagno tornò Sacerdoti, in coppia con Baldassarre.
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STAGIONE 1951-1952
LA ROSA
Portieri: Albani L., Risorti F.;
Difensori: Cardarelli A., Eliani A., Nordahl K., Tre Re A.;
Centrocampisti: Acconcia I., Andersson S., Bortoletto R., Capacci E., Perissinotto G., Venturi A;
Attaccanti: Bettini L., Galli C., Merlin R., Sundqvist, Zecca A.;
Allenatori: Viani G.
Il 2 luglio del 1951, grazie alla mobilitazione dei tifosi giallorossi nasce l’Associazione dei tifosi romanisti, che in pochi mesi raccoglierà 24 mila aderenti. La forza e la passione del tifo romanista non abbandonò mai la Roma ed accompagnò l’inarrestabile marcia dei giocatori verso la A (gli incassi furono simili a quelli dell’Inter Campione d’Italia). La squadra, allenata da Gipo Viani, si rinforzò anche grazie al contributo dell’Associazione tifosi: arrivarono Bettini, Galli, Perissinotto, Acconcia, Capacci e Bortoletto e si riuscì a trattenere Venturi. Un solo posto a disposizione per la promozione ed almeno tre pretendenti, Roma, Genoa e Brescia: fu un assolo giallorosso.
La Roma annoverava giocatori ed ingaggi da massimo campionato ed era la squadra della capitale: stimoli in più per gli avversari di turno. La Roma per festeggiare il ritorno nella massima serie dovette soffrire fino all’ultima giornata, fino all’ultimo punto: 53 punti Roma, 52 punti il Brescia, il 22 giugno 1951 la Roma, dopo un solo anno di purgatorio, tornò in serie A.
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STAGIONE 1952-1953
LA ROSA
Portieri: Albani L., Tessari L.;
Difensori: Azimonti C., Cardarelli A., Eliani A., Grosso P., Tre Re A.;
Centrocampisti: Bortoletto R., Broneé H., Pandolfini E., Perissinotto G., Venturi A;
Attaccanti: Galli C., Lucchesi C., Merlin R., Renosto M., Sundqvist, Zecca A.;
Allenatori: Varglien I M.
Sacerdoti rinnovò sensibilmente il parco giocatori, e lo arricchì con giocatori ambiti come Pandolfini e Broneé. Proprio l’acquisto del danese causò la rottura con il tecnico Gipo Viani, che già si era scontrato col carattere del giocatore al Palermo: al suo posto fu ingaggiato l’inglese Varglien I. La Roma realizzò una striscia positiva lunga nove giornate, striscia che s’interruppe proprio in occasione del derby. Una serie di infortuni rallentò poi il cammino della squadra giallorossa, che usciì sconfitta anche dal derby di ritorno. Al termine della stagione la Roma si classificò sesta. Da segnalare la prima partita della Roma all’Olimpico: 31 maggio 1953, Roma-Spal 0-0.
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STAGIONE 1953-1954
LA ROSA
Portieri: Albani L., Moro G.;
Difensori: Azimonti C., Cardarelli A., Eliani A., Grosso P., Tre Re A. Venturi R.;
Centrocampisti: Bortoletto R., Broneé H., Celio C., Pandolfini E., Pellegrini S., Perissinotto G., Venturi A;
Attaccanti: Bettini L., Galli C., Ghiggia A.E., Renosto M.;
Allenatori: Varglien I M., Carver J.
La stagione partì sotto i migliori auspici ed con un ritrovato entusiasmo derivante dal colpo di mercato di Sacerdoti: dal Penarol arrivò infatti Alcides Ghiggia, ala di gran classe che aveva messo in ginocchio una nazione, il Brasile, con un suo gol nella finale del Maracanà. Insieme all’uruguagio arrivarono Moro, Gallo, Venturi, Celio e Bettini. Il malumore nello spogliatoio cominciò già a novembre: il tecnico Varglien punì con la sospensione dello stipendio l’intrattabile Broneé e pagò di persona: fu chiamato a guidare la formazione giallorossa Jesse Carver. Lo stesso Broneé fu estromesso dalla squadra per i suoi comportamenti irrispettosi. Ghiggia non tradì le attese, non saltò una gara ed inventò per Pandolfini, che a fine torneo risultò il miglior marcatore della Roma con 13 gol. La Roma si classificò al sesto posto, come l’anno precedente.
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STAGIONE 1954-1955
Portieri: Albani L., Moro G.;
Difensori: Bertuccelli A., Cardarelli A., Eliani A., Losi G., Stucchi G.;
Centrocampisti: Bortoletto R., Cavazzutti A., Celio C., Giuliano L., Guarnacci E., Pandolfini E., Venturi A;
Attaccanti: Boscolo E., Galli C., Ghiggia A.E., Nyers I.
Allenatori: Carver J.
Gettate le fondamenta per la rinascita giallorossa arrivarono alcuni ritocchi che avrebbero dovuto far compiere il salto di qualità: Boscolo, Cavazzuti, Nyers, Giuliano, Stucchi. Vennero inoltre inseriti stabilmente in prima squadra Losi e Guarnacci. Ghiggia si confermò, la Roma veleggiò, raccolse consensi e vittorie di prestigio, come contro le due milanesi. In campionato arrivò un ottimo terzo posto (secondo dopo la retrocessione dell’Udinese), con conseguente accesso in Europa dopo 19 anni.
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STAGIONE 1955-1956
LA ROSA
Portieri: Panetti L., Tessari L.;
Difensori: Cardarelli A., De Toni G., Eliani A., Losi G., Stucchi G.;
Centrocampisti: Betello P., Biagini P., Bortoletto R., Cavazzutti A., Giuliano L., Guarnacci E., Pandolfini E., Pontrelli R., Venturi A;
Attaccanti: Da Costa D., Galli C., Ghiggia A.E., Nyers I, Prenna A.;
Allenatori: Carver J., Sarosi G.
Il terzo posto dell’anno precedente fece sognare la città. Nemmeno la sconfitta patita per mano del Vojvodina al primo turno (1-4 in Jugoslavia, 4-5 addirittura a Roma) riuscì a spegnere l’entusiasmo, che fu immediatamente riacceso da Sacerdoti con l’oriundo Da Costa, autore con il Botafogo di 27 reti nel campionato carioca precedente. A guidare la Roma fu chiamato l’ex allenatore del Genoa Sarosi, tecnico amante del bel gioco. La Roma partì forte e rimase imbattuta fino alla decima giornata di campionato, poi calò: alla fine arrivò l’ennesimo sesto posto. Ad aumentare la delusione i due derby, in cui la Roma raccimolò solamente un punto.
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STAGIONE 1956-1957
LA ROSA
Portieri: Panetti L., Tessari L.;
Difensori: Cardarelli A., Cardoni E., Losi G., Stucchi G.;
Centrocampisti: Alloni E., Barbolini G., Cavazzutti A., Giuliano L., Guarnacci E., Marcellini A., Pestrin P., Pontrelli R., Venturi A;
Attaccanti: Da Costa D., Ghiggia A.E., Lojodice S., Nordahl G.;
Allenatori: Sarosi G., Masetti G.
Il buon lavoro svolto nella costruzione della squadra negli anni precedenti fu vanificato nella stagione 1956-1957. Partirono Galli, Pandolfini, Bortoletto e Cavazzutti, arrivò a svernare Nordahl, capocannoniere degli ultimi cinque anni, che con la Roma realizzò soli 13 gol. Furono acquistati anche Lojodice e Pestrin. Losi rimase, il suo talento, esploso nell’anno precedente, lo rese un baluardo insostituibile per molti anni. I risultati del girone di andata furono altalenanti, quelli del ritorno pessimi: in panchina tornò per la terza volta Masetti, ma furono i gol di Da Costa a regalarci la salvezza per soli due punti.
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STAGIONE 1957-1958
LA ROSA
Portieri: Panetti L.;
Difensori: Corsini G., Griffith G., Losi G., Stucchi G.;
Centrocampisti: Cavazzutti A., Giuliano L., Guarnacci E., Magli A., Menegotti E., Menichelli G., Orlando A., Pestrin P.;
Attaccanti: Da Costa D., Ghiggia A.E., Lojodice S., Nordahl G., Secchi G.;
Allenatori: Stock A, Nordahl G. con Busini A.
Il nuovo allenatore, Stock, era un corpo estraneo alla squadra: perennemente accompagnato dall’interprete Peronace, non riuscì né a comprendere né a farsi comprendere dall’ambiente e dallo spogliatoio. La squadra fu rinforzata con alcuni giocatori che inoltratisi sul viale del tramonto da qualche tempo: saltato l’affare Schiaffino per pochissimo, arrivarono Magli, Menegotti, Secchi, Griffith e Morbello. Partirono due bandiere come Cardarelli e Venturi. Buona partenza della Roma che rimase imbattuta fino alla settima e che all’ottava di campionato si aggiudicò il derby con un rotondo 3-0. Poi, prima della rottura, arrivarono altri tre pareggi. La crisi arrivò all’undicesima di campionato, quando esplose una polemica sull’utilizzo di Nordahl: l’allenatore giunse da solo a Napoli e trovò la formazione già fatta. Proprio Nordahl prese il posto del tecnico britannico. Tra infortuni, cocenti sconfitte e cambi dirigenziali (Sacerdoti passerà la mano ad Anacleto Gianni) la Roma si piazzò quinta.
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STAGIONE 1958-1959
LA ROSA
Portieri: Cudicini F., Panetti L.;
Difensori: Corsini G., Griffith G., Losi G., Mazzone C., Stucchi G.;
Centrocampisti: David M., Giuliano L., Leonardi L., Menegotti E., Pestrin P., Thermes M., Zaglio F.;
Attaccanti: Da Costa D., Ghiggia A.E., Lojodice S., Selmosson A.B., Tasso F.;
Allenatori: Nordahl G., Sarosi G.
Accantonato il tutor Busini a guidare la Roma fu chiamato Nordahl, almeno per i primi due mesi. Anacleto Gianni cercò e trovò il colpo a sorpresa ed ingaggiò per 130 milioni raggio di luna Selmosson, giocatore della Lazio molto amato dalla tifoseria biancoceleste che contestò ferocemente la cessione del proprio idolo. Furono acquistati anche David, Zaglio e Cudicini. Buon avvio di stagione, con affermazioni importanti su Lazio, Juventus ed Hannover in Coppa delle Fiere, poi alla nona di campionato a Nordahl fu affiancato Sarosi ed all’inizio del 1959 un tifoso decide di farsi giustizia da sé dopo che uno dei tanti arbitraggi contro aveva negato alla Roma ben due rigori: le conseguenze del pugno rifilato all’arbitro saranno il 2-o a tavolino e la squalifica dal campo. La Roma non si riprese ed alla 25esima di campionato Nordahl si ritrovò di nuovo solo al comando, alla vigilia di un Roma-Napoli: finirà 8-0. Alla fine arrivò un sesto posto, mentre in Coppa delle Fiere non si andò oltre il secondo turno.
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STAGIONE 1959-1960
LA ROSA
Portieri: Cudicini F., Panetti L.;
Difensori: Bernardini G., Corsini G., Griffith G., Losi G., Marcellini A., Stucchi G.;
Centrocampisti: David M., Guarnacci E., Giuliano L., Orlando A., Pestrin P., Zaglio F.;
Attaccanti: Castellazzi M., Da Costa D., Ghiggia A.E., Manfredini P. W., Selmosson A.B.;
Allenatori: Foni A.
La Roma sembrava destinata a far bene, almeno secondo i pronostici di inizio stagione. La dirigenza portò a Roma una delle promesse più fulgide del calcio argentino, Pedro Waldemar Manfredini, immediatamente soprannominato Piedone per una foto che gli ingigantiva un normalissimo piede taglia 42. Con lui furono acquistati Castellazzi e Bernardin, cui si aggiunse Orlando di ritorno dal prestito al Messina. La squadra fu affidata al plurititolato Foni, campione del mondo, due scudetti conquistati con l’Inter, ex tecnico della Nazionale. Manfredini mantenne le promesse, Ghiggia e Selmosson si confermarono ad alto livello, ma la difesa non funzionò a dovere. La Roma non decollò, e la responsabilità fu attribuita alla presunta dolce vita degli anni ‘60: i giocatori furono accusati di fare le ore piccole, di scarseggiare in professionalità. I tifosi contestavano agli allenamenti, Foni chiedeva multe per i giocatori che non si applicavano: lo spogliatoio si spaccò davanti all’ennesima sanzione, con Guarnacci che consegnò la fascia a Losi. Alla fine, l’ennesimo anno di transizione si concluse con un misero nono posto. Chiusura di campionato con partite di cartello: Roma-Chelsea 3-2 e Roma-Santos (con Pelé) 2-3.
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