DALLO SCUDETTO AL DECLINO

Il 21 ottobre 1940 Andrea Gadaldi, l’ultimo capitano della Roma di Testaccio, si recò con il nuovo allenatore Schaffer a rendere l’estremo saluto al glorioso campo al Monte dei Cocci. Mentre le ruspe abbattevano un pezzo di storia, il più romantico, il più prezioso, Gadaldi spiegò al mister che diverrà solo due anni dopo campione d’Italia il significato di Campo Testaccio per i romanisti.
Campo Testaccio chiuse i battenti dopo 161 partite disputate (103 vittorie, 31 pareggi e solo 26 sconfitte). Calò il sipario su un’era, l’era dei Bernardini, dei Ferraris IV, di sciabbolone Volk, si archiviarono vittorie storiche come quella sulla Juve per 5-0: da allora Testaccio divenne una leggenda, una leggenda tramandata da tifoso a tifoso.
Gli anni ‘40 si ricordano principalmente per il primo scudetto della storia giallorossa, conquistato il 14 giugno 1942 all’allora stadio del Partito Nazionale Fascista. Uno scudetto inaspettato, con l’Italia impegnata nella campagna di Russia.
La Roma, undicesima nella stagione precedente, non partì con i favori del pronostico. Alcuni giocatori come Pantò, Masetti e Donati sembravano avviati sul viale del tramonto, la campagna acquisti che portò in giallorosso solo due elementi, Cappellini e Mornese, non autorizzava la tifoseria a sognare un traguardo presitgioso come lo scudetto: il fornaretto Amedeo Amadei, con 18 reti, l’allenatore Schaffer, le affermazione sul campo del Bologna, in casa contro la Juventus e nel derby, sommate ad una striscia positiva di tredici risultati utili consecutivi, sovvertirono qualsiasi pronostico.
Allo scudetto non fece seguito un’adeguata campagna acquisti. Gli eroi del primo tricolore (anzi dell’allora scudo Savoia con fascio littorio), confermati in blocco nonostante l’età avanzata, non furono in grado di fronteggiare lo squadrone che avrebbe dominato la scena calcistica italiana negli anni’40: il Torino, il Grande Torino.
La guerra intanto sconvolgeva il mondo. Il campionato nazionale fu sospeso per due anni, le squadre disputarono dei tornei locali di scarsa importanza. La rosa si svuotò, i diversi giocatori tornarono nelle rispettive città a causa della guerra: nella squadra, affidata ad una vecchia gloria, Masetti, si distinsero l’ala albanese Krieziu e Amadei. Un ruolo importante se lo ritagliò il giovane Mario Forlivesi: chiamato a sostituire il grande attaccante Amadei, Forlivesi realizzò 7 reti in 8 partite. La sua scomparsa a soli 18 anni, a causa di una meningite fulminante, lasciò sbigottita la tifoseria.
A partire dall’anno calcistico 1945/1946 riprese il campionato nazionale, diviso però in due gironi, quello del nord e quello del centro-sud: la Roma, pur raggiungendo la fase finale del torneo, non fu in grado di competere contro il Grande Torino.
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STAGIONE 1940-1941

LA ROSA
Portieri: Ceresa U., Ippoliti I., Masetti G., Rega A.;
Difensori: Acerbi M., Asin E., Acquarone P., Alzani R., Brunella L., Gadaldi A., Nobile L.;
Centrocampisti: Bonomi G., Coscia A., De Grassi M., Donati A., Jacobini P., Krieziu N., Spitale C.;
Attaccanti: Amadei A., Borsetti E., Bui T., Carmellini O., Pantò M.A., Provvidente F.E.
Allenatori: Schaffer A.
Il campionato non fu sospeso, ed in guerra andarono solo i volontari. Ovviamente, con il conflitto mondiale in corso, non si poté di certo aspirare ad una campagna acquisti faraonica: Guido Masetti fu inserito tra i cedibili, poi, ad accordo con il Padova saltato fuori rosa, ed infine richiamato sull’orlo della retrocessione. Schaffer fu avvisato, si rimboccò le maniche e promise unicamente impegno e sudore. Ne derivò un campionato avaro di soddisfazioni, senza vittorie nei derby: un undicesimo posto parzialmente riscattato dalla finale di Coppa Italia, buttata alle ortiche dopo che all’andata la Roma si fece rimontare dal Venezia i tre gol di vantaggio e nel ritorno si fece sconfiggere in laguna per 1-0. Tuttavia Schaffer riuscì a sperimentare in tranquillità la squadra che l’anno successivo riuscì a conquistare il primo scudetto della sua storia.
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STAGIONE 1941-1942
LA ROSA
Portieri: Masetti G., Risorti F.;
Difensori: Acerbi M., Andreoli S., Brunella L., Nobile L.;
Centrocampisti: Bonomi G., Cappellini R., Coscia A., De Grassi M., Di Pasquale L., Donati A., Jacobini P., Mornese E., Krieziu N.;
Attaccanti: Amadei A., Benedetti C., Borsetti E., Pantò M.A.
Allenatori: Schaffer A.
Nella stagione 1941/1942 l’italia conobbe i bombordamenti. Il campionato cominciò con un mese di ritardo sulla data di partenza prevista. La guerra, che convocò molti giocatori, il Bologna, che cominciò a cedere il passo, il fascino del sistema d’oltremanica, favorirono una Roma che non partì di certo coi favori del pronostico dopo l’undicesimo posto della stagione precedente.
Al termine della stagione 1940/1941 ad Igino Betti subentrò alla guida della società il camerata Edgardo Bazzini, funzionario AGIP, accolto con diffidenza dall’opinione pubblica poiché completamente a digiuno di calcio. L’aneddoto mutuato direttamente da Asromaultras.org conferma l’estraneità del personaggio al mondo pallonaro: appena insediatosi, colui che a fine stagione riuscì nell’impresa di portare il primo scudetto a Roma chiese all’allenatore Schaffer cosa occorresse alla squadra per “divertire il pubblico e non fare la figura dei fessi“. L’allenatore rispose perentorio: “Datemi un centro-mediano e una mezz’ala e io vincerò il campionato“. Arrivarono Mornese dal Novara, il “barone” Cappellini dal Napoli e Andreoli dal Perugia, più una serie di rinforzi minori ma non inutili.
Le favorite del campionato erano l’attempato Bologna, l’Ambrosiana, la solita Juventus e l’outsider Venezia. Guidati da Amadei, complice la falsa partenza del Bologna che dopo tre giornate si ritrovò fanalino di coda, la Roma si laureò campione d’inverno con 22 punti, sebbene con un solo punto di distacco dal Torino e a sole tre lunghezze dai lagunari. Non mancarono momenti drammatici: alla 19a giornata le due inseguitrici riuscirono ad agganciare la vetta profittando della caduta casalinga dei giallorossi con il Genoa. La Roma tornò in vetta alla 24a per poi essere di nuovo superata il 24 maggio, quando la Lazio riuscì a strapparle un pareggio. La fuga del Torino, che sconfisse 9-1 l’Atalanta, durò fortunatamente poco: la settimana successiva il Venezia fermò il Toro, la Roma ringraziò e sorpassò. L’ultima giornata, il 14 giugno, la Roma sconfisse il Modena e si laureò Campione d’Italia per la prima volta nella sua storia.
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STAGIONE 1942-1943
LA ROSA
Portieri: Biasion G., Masetti G., Risorti F.;
Difensori: Acerbi M., Andreoli S., Brunella L., Matteini C., Salvioli G.;
Centrocampisti: Bonomi G., Cappellini R., Coscia A., Cozzolini E., Daglianti V., De Grassi M., Di Pasquale L., Donati A., Jacobini P., Mornese E., Krieziu N., Santunione G.;
Attaccanti: Amadei A., Benedetti C., Borsetti E., Pantò M.A.
Allenatori: Schaffer A.; Kertesz G.
Nel campionato che avrebbe dovuto sancire l’insediamento in pianta stabile della Roma nella nobiltà del calcio italiano dopo la conquista dello scudetto la squadra giallorossa sparì senza giustificazioni. Il presidente Bazzini confermò ovviamente tutti, ed i risultati di inizio stagione confortarono la politica societaria. Poi tutto cambiò, probabilmente per l’abbandono improvviso del tecnico Schaffer che lasciò l’Italia per correre dalla moglie in Germania e per lo stress psico-fisico che la vittoria dello scudetto sul filo di lana aveva comportato. Un altro ungherese, Geza Kertesz, subentrò al tecnico Campione d’Italia e contribuì a rompere il giocattolo, apportando improbabili variazioni allo spartito della squadra in corso d’opera: la Roma precipitò, rimediando sonore sconfitte (derby compreso) e terminò la sua discesa al nono posto. Da segnalare l’addio, a fine stagione, di Guido Masetti, 356 presenze in giallorosso.
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STAGIONE 1943-1944
LA ROSA
Portieri: Biasion G., Masetti G., Casadei;
Difensori: Andreoli S., Ferioli, Milano, Pastori;
Centrocampisti: Jacobini P., Krieziu N., Matteini C., Mornese E., Roccasecca, Salvioli G., Schiavetti E.;
Attaccanti: Amadei A., Cozzolini E., Forlivesi M., Fusco N.
Allenatori: Masetti G.
L’Italia e gli italiani rimasero senza alcun riferimento istituzionale dopo lo sbarco alleato ed il crollo del fascismo. La Roma pure. A gestire quello che rimaneva della società di via del Tritone rimasero i valorosi Biancone e De Rinaldis con pochi, nostalgici accoliti.
Si organizzò un campionato di fortuna: un campionato unicamente romano, locale, cui parteciparono Roma, Lazio, Tirrenia, Mater e Juventus Roma. Pur tra mille difficoltà il torneo riuscì a concludersi: la Roma, guidata da Guido Masetti e composta unicamente da romani, chiuse imbattuta ma si classificò seconda ad un punto dalla Lazio.
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STAGIONE 1944-1945
LA ROSA
Portieri: Ippoliti I., Francalancia C.;
Difensori: Andreoli S., Ferioli, Pastori, Piccinini A.;
Centrocampisti: Dagianti V, Jacobini P., Krieziu N., Matteini C., Mornese E., Salvioli G., Schiavetti E.;
Attaccanti: Amadei A., Celestini N., Cozzolini E., Forlivesi M., Fusco N., Lombardi B., Urilli O.
Allenatori: Masetti G.
Fu eletto alla presidenza Pietro Baldassarre. Nella prima parte della stagione la “cooperativa” Roma, che aveva reinserito in rosa due vecchie glorie come Celestini e Lombardi, disputò e si aggiudicò la Coppa Città di Roma sconfiggendo la Mater in finale per 4-1; nel gennaio 1945 prese il via il secondo campionato laziale cui parteciparono, oltre alle formazioni dell’anno precedente, anche alcune compagini inedite: la Roma arrivò prima, con la Lazio seconda a quattro punti. Ad aprile morì a causa di una meningite Mario Forlivesi, diciottenne promessa che aveva impressionato la tifoseria realizzando 7 reti in 8 partite.
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STAGIONE 1945-1946
LA ROSA
Portieri: Francalancia C.,Risorti F.;
Difensori: Andreoli S., Brunella L., Contin C.;
Centrocampisti: Dagianti V, Di Pasquale L., Jacobini P., Krieziu N., Matteini C., Salar R., Schiavetti E.;
Attaccanti: Amadei A., Benedetti C., Bonin G., Cozzolini E., Fusco N., Pantò M.A., Urilli O.
Allenatori: Degni G.
Nell’Italia che provava a rimarginare le ferite di una guerra che aveva provocato morte, rovina e distruzione, finalmente si ricominciò a giocare al calcio in un campionato unico, nazionale. Nell’anno calcistico 1945-1946 si varò la formula del campionato a due gironi, Alta Italia contro Centro Sud. Al torneo finale accedevano le prime quattro di ciascun girone. L’on. Baldassarre acquistò Salar e Borin, Masetti venne sostituito da Degni: tornerà in qualità di allenatore dei portieri. La Roma arrivò terza e si classificò per la fase finale con Napoli, Bari e Pro Livorno, la Lazio rimase fuori. Per il girone del nord Italia passarono le solite Torino, Juventus, Milan ed Internazionale. Il torneo fu vinto dal Torino, la Roma arrivò solo sesta. Da registrare la prima trasferta in aereo della Roma, quella che portò i giallorossi a Torino 7 luglio 1946, e la prima schedina SISAL.
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STAGIONE 1946-1947
Portieri: Francalancia C.,Risorti F.;
Difensori: Andreoli S., Brunella L., Contin C., Esperon G., Matteini C., Schiavetti E;
Centrocampisti: Bordonali A., Ciucci A., Di Paola V., Jacobini P., Krieziu N., Salar R.;
Attaccanti: Amadei A., Fusco N., Ferrari S., Losi O., Pantò M.A., Renica U., Stambellini G.;
Allenatori: Degni G.
Riparte il girone unico dopo i rabberciati campionati precedenti. La nuova formula prevedeva venti squadre in prima categoria. La Roma disputò un campionato anonimo, terminando al quindicesimo posto appaiata al Livorno. La Lazio venne regolata all’andata con un secco 3-0, mentre al ritorno il derby terminò in parità. Con la Juventus si perse largamente sia all’andata (1-5), che al ritorno (4-0).
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STAGIONE 1947-1948
LA ROSA
Portieri: Francalancia C.,Risorti F.;
Difensori: Andreoli S., Brunella L., Contin C., Fusco O., Puppo S., Riva A., Schiavetti E;
Centrocampisti: Curti A., Dell’Innocenti G., Di Paola V., Jacobini P., Peretti O., Valle J., Zsengeller G.;
Attaccanti: Amadei A., Ferrari S., Losi O., Pesaola B., Oliviero Z.;
Allenatori: Senkey J, Brunella L.
Sulla panchina giallorossa arrivò l’ungherese Senkey e portò con sé il connazionale Zsengelier, 31 anni, detto er professore per la sua cultura, costato 14 milioni. Uno sproposito. Non fu però lui a tradire le attese, quanto la colonia argentina, decisamente non all’altezza. L’infortunio di Amadei fece il resto. La panchina dell’ungherese saltò inevitabilmente alla 27esima: gli subentrò il player-manager Brunella, che riuscì comunque ad evitare la retrocessione. La Roma si classificò diciassettesima vincendo il derby di andata e perdendo quello di ritorno.
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STAGIONE 1948-1949
LA ROSA
Portieri: Albani L.,Risorti F.;
Difensori: Andreoli S., Contin C., Ferri A., Frasi F., Nardi A., Puppo S.;
Centrocampisti: Dell’Innocenti G., Lini O., Maestrelli T., Di Paola V., Valle J., Venturi A., Zsengeller G.;
Attaccanti: Cristini V., Losi O., Palmieri E., Pesaola B., Radu F., Tontodonati M.;
Allenatori: Brunella L.
L’evento che caratterizzò la stagione 1948-1949 fu la cessione all’Inter del fornaretto Amadei, dovuta ad una crisi finanziaria della società. Dal punto di vista dei risultati continuò il periodo buio, con un anonimo quattordicesimo posto seguito dalle dimissioni del presidente Baldassarre: al suo posto arrivò Pier Carlo Restagno.
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STAGIONE 1949-1950
LA ROSA
Portieri: Albani L., Benedetti P., Risorti F.;
Difensori: Andreoli S., Contin C., Ferri A., Gambini C., Maestrelli T., Tre Re A.;
Centrocampisti: Dell’Innocenti G., Spartano J., Taccola L., Valle J., Venturi A., Zecca A.;
Attaccanti: Arangelovich A., Bacci G., Lucchesi C., Malaspina E., Merlin R., Pesaola B., Radu F., Tontodonati M.;
Allenatori: Bernardini F., Brunella L.


















