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Il decennio 1930-1940

 LA LEGGENDA DI TESTACCIO

 

testaccio

L’anima impavida, l’orgoglio e la fierezza dell’A.S. Roma si forgiarono a partire dal 1930 con il trasferimento a quello che divenne il tempio del tifo romanista: Campo Testaccio.

Campo Testaccio fu costruito per ospitare 20 mila spettatori. Progettato dall’ing. Silvio Sensi (padre di Franco Sensi, presidente del terzo scudetto) sul modello dello stadio dell’Everton, il nuovo stadio era strutturato in quattro settori dipinti di giallo e rosso disposti a ridosso del rettangolo di gioco: una tribuna coperta ed una lunga gradinata sui lati lunghi del campo, due scalinate a piombo sul terreno di gioco sui lati corti. Il campo, in erba, variava le sue dimensioni da 70 a 60 metri a seconda dell’avversario, senza incorrere in sanzioni disciplinari (il regolamento prevedeva una lunghezza minima di 60 metri).

A Campo Testaccio la Roma scrisse alcune delle pagine più belle della sua storia. Pagine sgualcite, ingiallite dal tempo, scritte da uomini prima che da calciatori le cui gesta, non immortalabili dalle odierne, gelide spy-cam, si rintracciano a fatica nelle cronache del tempo. I gol di Volk, le parate di Masetti, il grande capitano Attilio Ferraris IV e Bernardini, il corsaro nero Guaita, questa fu la Roma testaccina: eroi lontani, storie affascinanti, partite epiche (come la vittoria storica sulla Juve del 1931 per 5-0, che divenne il canovaccio per il celebre film di Bonnard intitolato Cinque a zero) che ancora oggi, nei momenti di difficoltà, il tifoso invoca. Come recita l’inno di Campo Testaccio:

Cor core acceso da la passione
undici atleti Roma chiamò
e sott’ar sole der Cuppolone
‘na bella maja a du’ colori je portò.

Li du’ colori de Roma nostra
oggi signora del futtebbal,
non più maestri né professori
mo’ sò dolori
perché “Roma” ce sa fà.

C’è Masetti ch’è primo portiere;
De Micheli scrucchia ch’è ‘n piacere;
poi c’è quer torello de Bodini;
cor gran Furvio Bernardini,
che dà scòla all’argentini.

Poi c’è stà Ferraris er mediano,
granne nazionale e capitano;
Chini, Fasanelli e Costantino,
cò Lombardi e cò D’Aquino;
Vorche (Volk, n.d.r.) è ‘n mago pe’ segnà!

Campo Testaccio
ciai tanta gloria,
nessuna squadra ce passerà.
Ogni partita
è ‘na vittoria,
ogni romano è n’bon tifoso e sà strillà.

Petti d’acciaio, astuzia e core
corpi de testa da fa ‘ncantà.
Passaggi ar volo co’ precisione
e via er pallone che la rete và a trovà.

Quanno che ‘ncomincia la partita
ogni tifosetta se fà ardita,
strilla Forza Roma a tutto spiano
co’ la bandieretta ‘n mano,
perchè cià er core romano.

L’ala centra e Vorche (Volk, n.d.r.) tira e segna,
questo è er gioco e “Roma” ve lo ‘nsegna!
Cari professori appatentati
sete belli e liquidati
perché Roma ce sa fà.

Semo giallorossi e lo sapranno
tutti l’avversari de st’artranno.
Fin che Sacerdoti ce stà accanto
porteremo sempre er vanto
Roma nostra brillerà.

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 STAGIONE 1929-1930

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LA ROSA

Portieri: Ballante B.;

Difensori: Barzan A., Carpi G., Corbyons A., Degni G., De Micheli M., Finesi B., Mattei A.;

Centrocampisti: Benatti O., Bernardini F., Bossi M., Corsenini W., Delle Vedove P., D’Aquino R., Fasanelli C.A., Ferraris IV A., Preti A., Welby A.;

Attaccanti: Chini Luduena A., Eusebio F., Ossoinach L., Volk R.

Allenatori: Baccani G.; Burgess H.

 

La stagione 1929/1930 sancì il divorzio dall’allenatore Garbutt. La panchina fu affidata per un breve periodo a Baccani, poi ad un altro inglese, Burgess. La campagna acquisti, frenata dagli esorbitanti costi sostenuti per la creazione del nuovo stadio, non accese gli entusiasmi.

I derby, i primi della storia, sì. Scrisse il Littoriale:”Sapevamo che a Roma la maggioranza del pubblico volge le sue simpatie ai giallorossi; credevamo tutavia che anche gli azzurri avessero larga messe di simpatie. Ci siamo dovuti ricredere: i nove-decimi dell’immenso pubblico che ha gremito lo stadio della Rondinella (quello della Lazio) agitavano bandierine giallorosse, rincuorando i beniamini! Si può dire obiettivamente che la Lazio ha giocato..in campo avversario!“. I derby terminarono 0-1 e 3-1. La Roma si classificò sesta.

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STAGIONE 1930-1931

 

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LA ROSA

Portieri: Masetti G., Pallotta L.;

Difensori: Bodini R., Carpi G., Degni G., De Micheli M., Mattei A.;

Centrocampisti: Bernardini F., Bossi M., D’Aquino R., Fasanelli C.A., Ferrari P., Ferraris IV A., Lombardo N.I.;

Attaccanti: Chini Luduena A., Costantino R., Eusebio F., Volk R.

Allenatori: Burgess H.

 

Decisamente più esaltante fu la stagione 1930/1931, che vide la Roma dominare il campionato per larga parte della stagione. La squadra capitolina si rese protagonista di una cavalcata trionfale, realizzò una striscia di risultati utili lunga dieci giornate (con tanto di umiliazione inflita alla Juve per 5-0), ottenne la miglior difesa (anche grazie all’acquisto di Masetti, costato 50 mila lire) ed il miglior attacco con il capocannoniere Volk che realizzò 29 gol in 33 partite. Sfortunatamente, l’anno calcistico 19230-1931 fu anche l’anno del primo scudetto rubato (il primo di una lunga serie) dalla Juventus alla Roma. La partita che determinò le sorti del campionato fu il derby di ritorno, disputatosi al Flaminio il 24 maggio 1931: la gara terminò 2-2, ma alla Roma venne annullato un gol di Costantino. Al fischio finale del “principe” degli arbitri Gama giocatori e tifosi, surriscaldati dalla tensione della gara, si affrontarono in mezzo al campo: Bernardini rimediò tre giornate, De Micheli quattro, più squalifica dei campi. La Roma subì il contraccolpo e la Juventus ne approfittò, finendo la stagione quattro punti sopra. Il secondo posto garantì alla Roma l’accesso alla Coppa dell’Europa Centrale.

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STAGIONE 1931-1932

 

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LA ROSA

Portieri: Masetti G., Zucca G.;

Difensori: Bodini R., Carpi G., De Micheli M., Mattei A., Nicolich M.;

Centrocampisti: Bernardini F., Bossi M., Celestini N., D’Aquino R., Fasanelli C.A., Ferrari P., Ferraris IV A., Lombardo N.I.;

Attaccanti: Chini Luduena A., Costantino R., Eusebio F., Volk R.

Allenatori: Burgess H., Baar J.

 

La prima avventura europea della Roma si arenò nel doppio confronto con il First Vienna, che poi si aggiudicò la competizione. Le fatiche di coppa, una campagna acquisti non esaltante, alcune decisioni arbitrali sfavorevoli, un ciclo che andava concludendosi, l’allontanamento dell’allenatore Burgess alla decima giornata, determinarono una stagione caratterizzata da alti (un terzo posto finale e l’ennesimo derby vinto) e bassi (la rovinosa disfatta di Torino dove la Juve vinse per 7-1: i giocatori scesero dal treno a Civitavecchia per evitare il comprensibile malumore della piazza).

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STAGIONE 1932-1933

 

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LA ROSA

Portieri: Masetti G., Zucca G.;

Difensori: Bodini R., Carpi G., Mattei A., Nicolich M.; Pasolini A.;

Centrocampisti: Bernardini F., Celestini N., D’Aquino R., Dugoni B., Fasanelli C.A., Ferraris IV A., Lombardo N.I., Scaramelli F.;

Attaccanti: Banchero E., Chini Luduena A., Costantino R., Eusebio F., Volk R.

Allenatori: Baar J., Kovacs L.

 

La Roma, pur partendo tra le favorite, continuò a deludere. Ad inizio stagione arrivarono Banchero e Pasolini, ma l’infortunio occorso al forte centrocampista argentino Lombardo -che rescinderà il contratto e terminerà anzitempo la sua carriera calcistica- l’onta del primo derby perso (con inevitabile allontanamento dell’allenatore Baar) e la scarsa vena di Volk si tradussero in un deludente quinto posto.

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STAGIONE 1933-1934

 

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LA ROSA

Portieri: Masetti G., Zucca G.;

Difensori: Bodini R., Carpi G., Gadaldi A., Liberati G.Pasolini A.;

Centrocampisti: Bernardini F., Callegari G, Celestini N., Dugoni B., Ferraris IV A., Fusco A., Lombardi B., Scaramelli F., Scopelli Casanova A., Stagnaro A., Tomasi E.;

Attaccanti: Banchero E., Belladonna M., Chini Luduena A., Costantino R., Eusebio F., Guaita E.L.G.

Allenatori: Barbesino L.

 

Renato Sacerdoti, non a torto insoddisfatto, cambiò tutto. Furono ceduti Volk -solo l’idea non più tardi di un anno prima avrebbe provocato sommosse popolari a Roma- Fasanelli, D’Aquino, Lombardo, Mattei e Bresciani, e vennero ingaggiati gli oriundi Scopelli, detto coniglietto, la pertica Stagnaro, e, soprattutto, il Corsaro Nero Guaita. Solo Stagnaro deluse, probabilmente a causa di un ginocchio malandato. Arrivò anche centopolmoni Tomasi, autore di una storica tripletta in un altrettanto storico derby conclusosi 5-0. La Roma, con grande rammarico, continuava però a manifestare scarsa continuità: ancora una volta, la squadra raccimolò un deludente quinto posto.

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STAGIONE 1934-1935

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LA ROSA

Portieri: Masetti G., Zucca G.;

Difensori: Allemandi R., Bodini R., Celestini N., Gadaldi A.;

Centrocampisti: Bernardini F., Frisoni E., Fusco A., Lombardi B., Patrucchi P., Scaramelli F., Scopelli Casanova A., Stagnaro A., Tomasi E.;

Attaccanti: Costantino R., Eusebio F., Guaita E.L.G, Marchegiani M.

Allenatori: Barbesino L.

 

La stagione cominciò con una delle cessioni più clamorose della storia giallorossa: la bandiera romanista Ferraris IV, in contrasto con parte dello spogliatoio, venne ceduto nientemeno che alla Lazio. La motivazione della cessione del giocatore fu dettata dalla necessità di sfoltire e ringiovanire la rosa, ma il passaggio sull’altra sponda del Tevere non fu certo indolore: i tifosi accolsero la notizia con stupore, mentre il giocatore, assetato di rivincita giocò entrambi i derby nonostante un accordo tra le due società lo dispensasse da tale incombenza. In campionato esplosero il talento di Bernardini e la classe di Guaita, che vinse il dualismo con il dirimpettaio Piola e si aggiudicò il titolo di capocannoniere con 28 reti in 29 partite, record tuttora imbattuto per i tornei a sedici squadre. In Coppa Europa la Roma perse clamorosamente in casa del Ferencvaros di Budapest per 8-0 dopo aver vinto a Testaccio per 3-1 ed abbandonò senza attenuanti la competizione agli ottavi.

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STAGIONE 1935-1936

3536

LA ROSA

Portieri: Masetti G., Zucca G.;

Difensori: Allemandi L., Carpi G., Gadaldi A., Marini A., Monzeglio E.;

Centrocampisti: Bernardini F., Cattaneo R., Cerroni U., Frisoni E., Fusco A., Preti A., Scaramelli F., Tomasi E., Trombetta O., Valentini G.;

Attaccanti: D’Alberto D., Di Benedetti D., Pastore P., Subinaghi O.

Allenatori: Barbesino L.

 

La stagione della Roma non cominciò nel migliore dei modi. Scrive Francesco Caremani:”Nel 1935, con la guerra d’Etiopia in corso, i tre fuoriclasse sudamericani tornarono di corsa in Argentina per timore di essere arruolati, nonostante le rassicurazioni della società. Sacerdoti, per questo, entrò in rotta di collisione col presidente federale Vaccaro, già numero uno della Lazio, che secondo i bene informati aveva prospettato a Guaita e compagni la partenza per la seconda guerra iyalo-etiopica. Il ‘Banchiere di Testaccio’ (Sacerdoti n.d.r.) fu allora accusato di esportazione illecita di valuta e mandato al confino. Rientrerà poi in Toscana e definitivamente a Roma, scampando ai lager nazisti e alla Soluzione Finale di Hitler travestendosi da prete. Sacerdoti aveva pagato lo scontro con il potere fascista e, soprattutto, la sua origine ebraica, ma nessuno gli impedì di porre le basi che nel 1936 portarono la Roma seconda e un solo punto dal Bologna campione e nel 1942 a vincere il suo primo scudetto“.

Sacerdoti fece in tempo ad acquistare Monzeglio e Cattaneo. I suoi successori furono il senatore Antonio Scialoja ed il gerarca Igino Betti. Al brusco cambiamento ai vertici della società si aggiunse la clamorosa perdita dei fuoriclasse sudamericani a due giorni dall’inizio del campionato: il 20 settembre 1935, infatti, i tre moschettieri giallorossi fecero perdere le proprie tracce e rimpatriarono in Argentina (Guaita dichiarò ai giornalisti francesi che era venuto in Italia “per fare i gol non la guerra“).

La Roma si ritrovò praticamente senza attacco a due giorni dall’inizio di un campionato che avrebbe dovuto vederla protagonista assoluta. Facendo di necessità virtù venne schierato con scarsi risultati nel ruolo di Guaita il difensore Gadaldi. La scelta, dettata dall’emergenza, non portò ai risultati sperati e costrinse l’allenatore Barbesino a sciogliere le riserve ed a lanciare in prima squadra un collegiale di Albano, Dante Di Benedetti, che realizzò 7 gol in 13 partite. La Roma terminò un campionato cominciato sotto i peggiori auspici ad un solo punto dal Bologna, recriminando per non aver puntato da subito sul collegiale. Da ricordare, oltre ai due derby vinti come da copione, una netta affermazione a Torino contro la Juventus per 1-3 (29 marzo 1936).

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STAGIONE 1936-1937

3637

 

LA ROSA

Portieri: Francavilla C., Masetti G., Nardi A., Valinasso C.;

Difensori: Allemandi L., Allemandi R., Cipriani R., Gadaldi A., Marini A., Monzeglio E.;

Centrocampisti: Bernardini F., Cattaneo R., Frisoni E., Fusco A., Mazzoni A., Prendato G., Scaramelli F., Serantoni P., Signorini G., Tomasi E.;

Attaccanti: Amadei A., D’Alberto D., Di Benedetti D., Marchegiani M., Subinaghi O.

Allenatori: Barbesino L.

 

Annata pessima quella del 1936-1937. La Roma, nonostante l’innesto del centrocampista della nazionale Serantoni in una formazione che già annoverava tra i titolari Masetti, Monzeglio e Allemandi, nonché il testaccino Fusco e Bernardini, non riuscì ad andare oltre il decimo posto in campionato, dopo l’exploit dell’anno precedente. A riscattare parzialmente una stagione senz’altro deludente fu la cavalcata in Coppa Italia: la Roma arrivò in finale e venne sconfitta per 1-0 dal Genoa in campo neutro. La stagione fu ancor più amara perché registrò il sorpasso dei cugini, secondi alla fine del torneo. Nei derby, comunque, la Lazio e la sua stella, Silvio Piola, non brillarono, raccimolando solo un punto. Al termine della stagione, il presidente Igino Betti liquidò Barbesino, che pagò per tutti.

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STAGIONE 1937-1938

3738

LA ROSA

Portieri: Francavilla C.; Masetti G., Valinasso C.;

Difensori: Asin E., Gadaldi A., Monzeglio E., Schiavetti E.;

Centrocampisti: Bernardini F., De Grassi M., Donati A., Frisoni E.,, Fusco A., Mazzoni A., Scaramelli F., Serantoni P;

Attaccanti: Amadei A., Borsetti E., Mascheroni O., Michelini D., Subinaghi O.

Allenatori: Ara G. 

 

Al posto di Barbesino arrivò Guido Ara dalla Fiorentina. Per ripianare il bilancio partirono molti giocatori, ma dalla Lucchese arrivò Danilo Michelini, che realizzò alla prima stagione in giallorosso ben 16 gol. Il campionato registrò l’inserimento (a soli sedici anni) in prima squadra di uno dei giocatori più importanti della storia giallorossa: Amedeo Amadei, il fornaretto di Frascati. Nella stagione ‘37-’38 la Roma si trasferì al Flaminio, stante la pericolosità del settore “distinti” di Testaccio. Anche la sede, che Sacerdoti aveva spostato precedentemente in via Monterone, venne trasferita da Betti in via del Tritone. 

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STAGIONE 1938-1939

3839

LA ROSA

Portieri: Francavilla C.; Ceresa U., Masetti G.;

Difensori: Asin E., Ferraris IV A., Gadaldi A., Monzeglio E.;

Centrocampisti: Bernardini F., Bianchi E., Bonomi G., Coscia A., De Grassi M., Di Pasquale L.,  Donati A., Frisoni E., Fusco A., Serantoni P;

Attaccanti: Alghisi L., Borsetti E., Mascheroni O., Michelini D., Subinaghi O.

Allenatori: Ara G.

 

Anno intenso, caratterizzato dal ritorno di Attilio Ferraris, capace a 34 anni di disputare ancora ottime prestazioni (disputò 12 gare, sei da mediano e sei da terzino). Per compensare un’età media molto alta, con diversi giocatori avviati sul viale del tramonto, il presidente Betti portò in giallorosso alcuni giovani di belle speranze come Coscia e Di Pasquale. Purtroppo la stagione ‘38-’39 passò alla storia per il primo derby perso a Testaccio: il 15 gennaio 1939 la Lazio sconfisse infatti per 2-0 la Roma nella propria roccaforte, determinando l’addio di Fulvio Bernardini, che a 33 anni lasciò in seguito alle contestazioni susseguenti proprio la sconfitta nella stracittadina. Nel ritorno, comunque, pronto riscatto dei giallorossi e vittoria per 3-1. Quinto posto finale senza infamia e senza lode.

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STAGIONE 1939-1940

3940

LA ROSA

Portieri: Francavilla C.; Ceresa U., Masetti G.;

Difensori: Acerbi M., Brunella L., Gadaldi A., Jacobini P.;

Centrocampisti: Bonomi G., Coscia A., De Grassi M., Donati A., Fusco A., Krieziu N., Serantoni P., Spitale C.;

Attaccanti: Amadei A., Alghisi L., Campilongo A., Pantò M.A., Provvidente F.A., Subinaghi O.

Allenatori: Ara G., Schaffer A.

 

Nel ‘39-’40 la Roma disputò l’ultimo campionato a Testaccio. In sede di campagna acquisti si continuò a comporre la squadra che porterà nella capitale il primo scudetto qualche anno più avanti: rientrò alla base Amadei dopo il prestito all’Atalanta, arrivarono dall’Albania l’ala Kriezu e  dall’Argentina Spitale (per sostituire Bernardini), Provvidente (per Michelini), Campilongo e, soprattutto Pantò, l’unico della colonia sudamericana a valere la permanenza in giallorosso. A guidare la Roma, a campionato compromesso, fu chiamato l’austriaco Schaffer. La Roma si classificò settima ad otto giorni dall’entrata in guerra dell’Italia.

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