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Dalle origini alla nascita della A.S. Roma

 ALLE ORIGINI DEL MITO

 

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Nei primi anni ‘20, mentre sulla scena nazionale squadre storiche come il Genoa Cricket & Football Club, la Juventus ed il Bologna si spartivano i primi titoli nazionali, nell’Urbe si contendevano la scena calcistica locale la U.S. Romana, la S.G.S Fortitudo, la S.S. Alba, la C.R. Juventus Audax, la Roman F.C., la C.S., Audace, la S.S. Pro Roma e la S.S. Lazio.

L’A.S. Roma nacque dall’esigenza di opporre un baluardo al movimento calcistico settentrionale, dotato di un’organizzazione più efficace rispetto al frammentario panorama capitolino.

Un primo tentativo di colmare il gap che separava il calcio romano da quello delle altre realtà calcistiche italiane del nord portò alla scomparsa della U.S. Romana, che confluì nella S.S. Pro Roma, e di quest’ultima con la Fortitudo, la più prestigiosa delle compagini romane: dalla fusione si originò la Fortitudo Pro Roma. La C.R. Juventus Audax scomparve definitivamente, mentre l’Audace venne assorbita dall’Alba. La S.S. Lazio rimase autonoma per l’intervento di un generale della milizia fascista piemontese, Giorgio Vaccaro.

Fu Italo Foschi, uomo probo dotato di notevole spirito d’iniziativa nonché di spiccata capacità imprenditoriale, a dar dignità nazionale al particolarismo romano. Segretario della federazione romana del Partito Nazionale Fascista, nonché membro del CONI e presidente della Fortitudo Pro Roma, Foschi intuì che solo l’unione dei diversi sodalizi calcistici romani avrebbe permesso al calcio dell’Urbe di elevarsi al livello delle formazioni settentrionali e di contrastarne il potere organizzativo ed economico.

L’A.S. Roma nasce il 7 giugno 1927 in via Forlì 16, nonostante la storiografia ufficiale posticipò la data di fondazione del club al 22 luglio 1927, data in cui venne emesso il primo ordine del giorno della società. L’annuncio dell’8 giugno 1927, pubblicato dai quotidiani romani La Tribuna, il Messaggero e il Tevere, rappresenta la prima vera fonte storiografica che attesti la nascita del club:

La sede della nascente società venne ubicata in via Uffici del Vicario 35, nel rione Campo Marzio. Il Motovelodromo Appio, struttura capiente in grado di accogliere la massa di tifosi della nascente società, fu designato come proprio campo di gioco. L’impianto, sito in località Cessati Spiriti, in via Appia Nuova, seppur in condizioni fatiscenti ed a continuo rischio allagamento, ospitò i tifosi giallorossi fino all’inevitabile trasferimento a Testaccio.

 

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STAGIONE  1927-1928

 

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LA ROSA

Portieri: Ballante B., Rapetti G.E.;

Difensori: Bianchi A., Carpi G., Corbyons A., Degni G., De Micheli M., Mattei A.;

Centrocampisti: Bossi M., Cappa E., Fasanelli C.A., Ferraris IV A., Narizzano G., Ricci B., Rovida P., Scardola G., Scocco C., Zamporlini C., Ziroli L.;

Attaccanti: Bianchi A., Bussich M., Canestrelli F., Chini Luduena A., Maddaluno A.

Allenatori: Garbutt W.

 

Alla sua prima apparizione nel massimo campionato la Roma si mise in evidenza con alcuni risultati di prestigio, riuscendo addirittura ad aggiudicarsi al primo tentativo la coppa CONI dopo aver sconfitto il 29 luglio 1928 il Modena sul neutro di Firenze.

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STAGIONE 1928-1929

 

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LA ROSA

Portieri: Ballante B.;

Difensori: Barzan A., Carpi G., Corbyons A., Degni G., De Micheli M., Mattei A.;

Centrocampisti: Benatti O., Bernardini F., Bossi M., D’Aquino R., Fasanelli C.A., Ferraris IV A., Ricci B., Rovida P.;

Attaccanti: Bussich M., Chini Luduena A., Eusebio F.,  Volk R.;

Allenatore: Garbutt W.

 

A Foschi, trasferito dal regime a La Spezia in qualità di prefetto, successe Renato Sacerdoti, imprenditore del settore alimentare. Scrive Francesco Caremani: “Quasi dimenticata, invece, è la vicenda di Renato Sacerdoti,uno dei più grandi presidenti che la Roma abbia mai avuto e che senza l’antisemitismo avrebbe potuto farla ancora più grande. Nacque il 20 ottobre del 1981 da una potente famiglia di operatori di Borsa, di origine ebraica. La sua passione per il calcio inizia come dirtigente del Roman Club, una delle tre società che daranno vita alla Roma e dei giallorossi è considerato ancora oggi il padre nobile. Ne divenne presidente, secondo dopo Italo Foschi, nel 1928 e lo rimase sino al ‘35, quando fu costretto a lasciare“.

Sacerdoti costruì da subito una squadra in grado di sfidare le grandi del campionato: arrivò il fiumano Sigghefrido Volk, i vari Eusebio, D’Aquino e Benatti, ma soprattutto tornò a casa Fulvio Bernardini. La stagione terminò con un terzo posto che lasciava presupporre un futuro di successi: il progetto procedeva spedito.

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