DAL TERZO SCUDETTO ALLA ROMA DI SPALLETTI
L’inizio del nuovo secolo portò alla A.S. Roma il terzo scudetto della sua storia. Uno scudetto storico, sudato fino all’ultima giornata e per questo ancora più entusiasmante.
Lo scudetto 2000/2001, il terzo della storia giallorossa, fu anzitutto scudetto di popolo. La tifoseria giallorossa non digerì il tricolore sulle maglie biancocelesti: solamente scucendo il prestigioso triangolino ai cugini si sarebbe potuta lavare l’onta. L’ansia di riscatto fu trasmessa dalla tifoseria alla squadra: 34 finali, si disse, nessun alibi. E 34 finali, non una di meno, occorsero alla Roma per ristabilire le gerarchie cittadine.
Uno scudetto non si vince solo con le giuste motivazioni. Franco Sensi non badò a spese e mise a disposizione di Capello una rosa portentosa, in cui figuravano campioni del calibro di Batistuta, Samuel ed Emerson. Tuttò funzionò a dovere: un popolo all’inseguimento di un obiettivo macinava chilometri ogni settimana, undici gladiatori praticamente imbattibili perché assetati di vittorie, un urlo strozzato in gola per un anno intero e poi liberato al Circo Massimo, dove si radunarono un milione di tifosi ubriachi di gioia:questo fu il terzo scudetto della Roma.
Negli anni successivi la Roma, pur avendo la qualità necessaria per confermarsi e per aggiungere alla propria bacheca altri trofei prestigiosi, dovette accontentarsi.
Se arrivarono infatti due Supercoppe e due coppe Italia, la Roma perse l’occasione di conquistare almeno altri due scudetti ed in Europa cominciò a fare bene solo nel periodo spallettiano, praticamente abdicando al ruolo di protagonista (al quale avrebbe potuto tranquillamente aspirare) nel suo periodo più alto.
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STAGIONE 2000-2001
LA ROSA
Portieri: Amelia M., Antonioli F., Lupatelli C.;
Difensori: Aldair, Cafù, Candela V.,Mangone A., Rinaldi A., Samuel W. A., Zago A.C., Zebina J., ;
Centrocampisti: Assuncao M., D’Agostino G., Di Francesco E., Emerson, Guigou G., Nakata H., Tommasi D., Zanetti C.;
Attaccanti: Balbo A. E., Batistuta G. O., Delvecchio M., Montella V., Poggi P., Totti F.;
Allenatori: Capello F.
Il campionato 2000-2001 confermò ai nastri di partenza le sette sorelle dell’anno precedente: le solite Juventus, Inter e Milan, le due romane, il Parma e la Fiorentina, leggermente svantaggiate nei pronostici di inizio stagione. Il campionato ebbe un inizio incerto, con l’Udinese che riuscì a prendere il comando della vetta alla sesta giornata.
A novembre, però, arrivò la Roma. La squadra di Capello e di Francesco Totti impose al torneo un ritmo impressionante: i gol di Batistuta, le giocate di Totti, le chiusure di Samuel e le scorribande di Cafù sulla fascia permisero ai giallorossi di portarsi a +6 sui rivali bianconeri, che nello scontro diretto del dicembre 2000 non andarono oltre lo 0-0. Il vantaggio rimarrà immutato al termine del girone di andata: alla Juventus però si affiancò la Lazio, tra le più accreditate per la vittoria finale dopo l’affermazione dell’anno precedente.
Ad aprile il vantaggio diventò abissale: +9 sulla Juventus, +12 sui cugini: il campionato assomigliava sempre più ad un monologo della sqaudra di Capello. Non era così: la sconfitta di Firenze prima, il pareggio casalingo col Perugia poi, rimisero in gioco le contendenti. Si arrivò così allo scontro diretto in programma a Torino il 6 maggio con 6 punti di vantaggio: una sconfitta avrebbe riaperto qualsiasi discorso sul campionato. La Juventus si portò avanti di due gol ma venne ripresa negli ultimi minuti grazie ai gol di Nakata e Montella. I punti di distacco diventarono solo quattro dopo il pareggio casalingo con il Milan, ed il pareggio del San Paolo, con tutta Roma pronta ad esplodere, costrinse la squadra giallorossa a giocarsi lo scudetto nell’ultima giornata di campionato con il Parma.
Il 17 giugno la Roma sconfisse il Parma e conquistò il suo terzo scudetto. Roma impazzì e festeggiò i suoi eroi per settimane.
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STAGIONE 2001-2002
LA ROSA
Portieri: Amelia M., Antonioli F., Cejas C., Pelizzoli I.;
Difensori: Aldair, Cufré L. D., Lassissi S., Panucci C., Samuel W. A., Siviglia S., Zago A. C., Zebina J.;
Centrocampisti: Assuncao M., Cafù, Candela V., Emerson, Fuser D., Guigou G., Lima F. G., Tomic I., Tommasi D.;
Attaccanti: Balbo A. E., Batistuta G. O., Cassano A., Delvecchio M., Montella V., Poggi P., Totti F.;
Allenatori: Capello F.
A contendersi lo scudetto 2001/2002 furono la Juventus, le due milanesi e le due romane. Sulla panchina bianconera tornò Lippi, dopo l’allontanamento di Ancelotti, ed a Torino arrivarono Buffon, Thuram e Nedved. Se ne andarono però Zidane ed Inzaghi.
La Roma si rinforzò ulteriormente con il promettente portiere Pelizzoli, il mastino Cufré, e la stella emergente Antonio Cassano.
Senza alcun patema la Roma si aggiudicò la Supercoppa ai danni della Fiorentina.
Guarda il video della Supercoppa
Ad inizio campionato a sorprendere il duo di testa, formato da Juventus ed Inter, fu il Chievo, che rimase in vetta fino a novembre. A dicembre uscì allo scoperto la Roma, che chiuse il girone di andata prima in classifica, confermandosi campione d’inverno. Il Milan, che aveva sostituito Terim proprio con l’ex allenatore bianconero Ancelotti, si allontanò dalle zone di vertice, lasciando Juventus, Roma ed Inter a contendersi il titolo. La prima svolta sembrò arrivare dopo lo scontro diretto di San Siro tra Inter e Roma: i nerazzurri, sconfiggendo la sqaudra capitolina, si portarono a +3 sui giallorossi ed a +4 sulla Juventus. Il distacco addirittura aumentò, diventando di 6 punti la domenica successiva. Alla 30esima però l’Atalanta, sbancando San Siro, riaprì i giochi. Si arrivò così all’ultima di campionato con le tre squadre di testa racchiuse in 2 punti. In campionato la Roma fece registrare diversi intoppi, nonostante memorabili furono le affermazioni sulla Juventus a Torino e sulla Lazio nel derby, addirittura annichilita da un 5-1 storico.
Guarda il video di Juventus-Roma 0-2
Guarda il video di Lazio-Roma 1-5
Nonostante i diversi punti persi la Roma contese alla Juventus ed all’Inter lo scudetto fino all’ultima giornata: se non si fosse perso tempo, non ci sarebbe stata storia. Se non si fosse pareggiato contro il Venezia sarebbe stato scudetto.
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Guarda il video di Venezia-Roma
La Champions non ci vide altrettanto protagonisti: nonostante un rotondo 3-0 sul Barcellona non si andò oltre il secondo raggruppamento.
STAGIONE 2002-2003
LA ROSA
Portieri: Antonioli F., Pelizzoli I.;
Difensori: Aldair, Cufré L. D., Dellas T., Lassissi S., Panucci C., Sartor L., Zebina J.;
Centrocampisti: Cafù M., Candela V., Dacourt O., De Rossi D., Emerson, Fuser D., Guardiola J., Guigou G., Lima F. G., Tomic I., Tommasi D.;
Attaccanti: Batistuta G. O.;Cassano A., Delvecchio M., Marazzina M., Montella V., Totti F.;
Allenatori: Capello F.
Dopo la doccia gelida dell’anno preecedente l’Inter, regina del calciomercato insieme al Milan, sembrava destinata al pronto riscatto. Partirono favorite, insieme alla squadra nerazzurra, la solita Juventus, il Milan e la Roma, nonostante il mercato dei giallorossi fu all’insegna dell’austerità: unico acquisto degno di nota, peraltro arrivato a gennaio, fu quello di Dacourt.
Ad inizio stagione l’Inter sembrò confermare i pronostici, balzando in testa alla classifica alla quarta giornata in solitaria e rimanendovi fino a novembre, quando i nerazzurri furono superati dalla Juventus. Balzarono poi in testa la Lazio ed il Milan che conquistò il titolo d’inverno. La Juventus recuperò il terreno perduto a febbraio e, aggiudicandosi lo scontro diretto, andò in fuga, riuscendo a conquistare lo scudetto con due giornate di anticipo.
La Roma disputò una stagione nettamente in controtendenza, nonostante Totti e Cassano dimostrarono potenzialità incredibili.
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Alla fine la Roma si classificò ottava, non superò nuovamente il secondo turno in Champions nonostante le prestigiose vittorie in casa del Real Madrid e del Valencia, e venne sconfitta dal Milan in finale di coppa Italia dal Milan. Esordì però un certo Daniele De Rossi.
STAGIONE 2003-2004
Si ringrazia per la foto www.asrtalenti.org
LA ROSA
Portieri: Antonioli F., Pelizzoli I., Zotti C.;
Difensori: Chivu C., Dellas T., Panucci C., Samuel W. A., Sartor L., Zebina J.;
Centrocampisti: Bombardini D., Candela V., D’Agostino G., De Rossi D., Dacourt O., Emerson, Lima F. G., Mancini A., Tommasi D.;
Attaccanti: Cassano A., Carew J., Delvecchio M., Montella V., Totti F.;
Allenatori: Capello F.
Dopo la prestigiosa vittoria della Champions League nella finale tutta italiana dell’Old Trafford, il Milan si aggiudicò anche il titolo di campione d’Italia. A farne le spese fu la Roma, con grandi rimpianti: il secondo posto, a diversi punti di distacco, non rispecchiò appieno il valore delle due formazioni.
A contendersi il titolo sembravano destinate la Juventus campione uscente, le due milanesi e le due romane. La Roma necessitava di un rinnovamento profondo. Sensi acquistò Chivu, riportò a Roma Mancini e prese Carew.
Inizialmente furono la Juventus ed il Milan a prendere il comando, poi, dopo il pareggio nello scontro diretto di San Siro, arrivò la Roma di Capello. I rossoneri ed i giallorossi superarono la Juventus a fine novembre, grazie ad alcuni risultati negativi della compagine torinese. Addirittura la Roma volò solitaria in testa a dicembre, complice la trasferta a Tokyo dei campioni d’Europa rossoneri, con un margine di vantaggio sulle inseguitrici di 6 punti e lo scontro diretto con la concorrente milanese in casa da giocarsi alla ripresa del campionato dopo la sosta natalizia.
Il big match però lo disputò il Milan che all’Olimpico giocò una gran partita, si riavvicinò ai giallorossi e perfezionò l’aggancio al termine del girone di andata. Poi accelerò e salutò, vanificando la rincorsa della Roma nello scontro diretto del girone ritorno a San Siro, dove il Diavolo s’impose con una rete di Shevchenko in apertura di gara. La Roma tornò protagonista ma dovette accontentarsi del secondo posto alle spalle del Milan, mentre in coppa Uefa uscì anzitempo per mano del Villareal. I due derby, per motivi diversi, verranno ricordati negli annali: quello dell’andata per il tacco di Mancini, quello di ritorno per la sospensione invocata dallo stadio in seguito alla falsa notizia diffusasi tra gli ultras dell’uccisione di un bambino durante gli scontri con la polizia.
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STAGIONE 2004-2005
LA ROSA
Portieri: Pelizzoli I., Zotti C.;
Difensori: Chivu C., Cufré L., Dellas T., Ferrari M., Mexes P., Panucci C., Sartor L., Scurto G., Xavier A.;
Centrocampisti: Aquilani A., Candela V., D’Agostino G., De Rossi D., Dacourt O., Mancini A., Perrotta S., Tommasi D.;
Attaccanti: Cassano A., Corvia D., Delvecchio M., Mido, Montella V., Totti F.;
Allenatori: Prandelli C., Voeller R., Del Neri L., Conti B.
La stagione 2004-2005 fu straordinariamente incredibile, non solo per la Roma ma per tutto il movimento calcistico. Il ciclone Calciopoli renderà il campionato, peraltro non esente di suo dalle polemiche arbitrali, semplicemente superfluo: i tifosi di tutta Italia, finalmente e con diversi anni di ritardo, videro certificati i furti della Juventus della triade, ma anche del Milan, della Lazio, della Fiorentina e di altre squadre minori, impegnate con dirigenti federali ed arbitri ad indirizzare l’andamento delle partite. Il titolo, poi revocato, fu vinto per la cronaca dai bianconeri di Capello.
Fabio Capello arrivò alla Juventus “che non avrebbe mai allenato” nella convulsa estate precedente l’inizio del torneo, lasciando improvvisamente una Roma esterrefatta al suo destino. Capello, non proprio coraggiosamente, acuì la crisi ed abbandonò la nave dopo aver giurato e spergiurato sulla sua voglia di rimanere sulla panchina romanista. La società corse ai ripari ed ingaggiò Prandelli, con il quale concordò una campagna acquisti comunque importante: arrivarono Perrotta, Mexes e Mido. La Roma però fu costretta a rinunciare a due dei suoi pezzi pregiati: Samuel ed Emerson vennero ceduti per fronteggiare i debiti societari, emersi in tutta la loro gravità al termine della stagione precedente. Prandelli lasciò a sua volta la guida della squadra per gravi problemi familiari. Si ricorse allora ad una grande bandiera del passato, Rudi Voeller, ma i risultati non arrivarono.
La Juventus partì lanciata, inseguita in maniera credibile solo dal Milan: il Messina, autore di un ottimo inizio di stagione non poteva durare al vertice, l’Inter di Mancini collezionando 10 pareggi in 12 partite, perse subito terreno. Il Milan si presentò allo scontro diretto con 4 punti di svantaggio, ma non riuscì ad espugnare il Delle Alpi anche a causa del consueto arbitraggio ad hoc.
Nel girone di ritorno le due contendenti duellarono a lungo, anche grazie ad una serie infinita di decisioni favorevoli alla Juventus di Moggi. Lo scudetto fu deciso dallo scontro diretto, risolto da Trezeguet.
La stagione della Roma fu un capitolo a parte: un capitolo vergognoso. La sconfitta a tavolino seguita al lancio della monetina che colpì l’arbitro Frisk nella partita di Champions contro la Dinamo Kiev, la successiva chiusura per tre turni casalinghi dell’Olimpico e la conseguente eliminazione dalla competizione europea portarono alle dimissioni del tedesco volante. Arrivò allora Del Neri, che adottò un modulo decisamente sbilanciato in avanti. Del Neri non riuscì mai ad apportare una continuità di rendimento alla squadra e contribuì ad acuire la crisi già in essere dello spogliatoio. Così dopo la sconfitta di Cagliari la società accolse le dimissioni ed affidò la quinta panchina stagionale a Bruno Conti, che riuscì nell’intento di portare la squadra alla salvezza ed in finale di coppa Italia, dove l’Inter però vinse entrambe le gare.
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STAGIONE 2005-2006
LA ROSA
Portieri: Curci G., Doni M., Eleftheropoulos D.;
Difensori: Bovo C., Chivu C., Cufré L., Kuffour S., Mexes P., Panucci C., Sartor L.;
Centrocampisti: Alvarez E., Aquilani A., De Rossi D., Dacourt O., Kharja H., Mancini A., Perrotta S., Rosi A., Taddei R., Tommasi D.;
Attaccanti: Cassano A., Montella V., Nonda S., Okaka S., Totti F.;
Allenatori: Spalletti L.
La classifica del campionato 2005-2006 non fu sicuramente alterata dai favori arbitrali come spesso accadde negli anni precedenti e più in generale nella storia del campionato italiano, in quanto fu decisa dall’esito delle indagini realtive allo scandalo calcistico denominato Calciopoli. Le intercettazioni telefoniche che certificarono le alterazioni delle partite della Juventus, del Milan, della Fiorentina, della Lazio e di altre squadre minori, sapientemente e magistralmente dirette da alcuni arbitri indirizzati e da alcuni dirigenti di spicco del calcio italiano, sconvolsero la classifica finale del torneo ed assegnarono all’Inter d’ufficio lo scudetto vinto dalla Juve. La società bianconera fu condannata per illecito sportivo alla serie B, le altre se la cavarono con delle penalizzazioni: la sentenza lasciò comunque interdetti per la mitezza delle sanzioni comminate.
Il campionato che precedette i mondiali di Germania ebbe come favorite nei pronostici la solita Juventus moggiana e le due milanesi. A risollevare le sorti della squadra giallorossa fu chiamato Luciano Spalletti, in ballottaggio fino all’ultimo con Zeman. La campagna acquisti, bloccata dal caso Mexes, portò in giallorosso Taddei e Doni. Fu lasciato andare Cassano, le cui intemperanze devastarono lo spogliatoio e si recuperarono i giusti homportamenti, per dirla alla Spalletti, obiettivo di una società che aveva concluso l’anno precedente allo sbando.
Partenza-sprint della Juve di Capello, che con 9 vittorie nelle prime 9 giornate distanziò le rivali Milan e Fiorentina. I rossoneri accorciarono le distanze sfruttando al meglio lo scontro diretto di San Siro, ma la rincorsa terminò ben presto. Il Milan abdicò a dicembre, lasciando ad inseguire l’Inter di Mancini: l’assalto dei nerazzurri fu fermato nello scontro diretto di febbraio, che permise alla Juve di allungare ulteriormente. Ad aprile il Milan riuscì a riportarsi sotto, cercando di approfittare del calo di rendimento dei bianconeri: alla fine la Juventus si aggiudicò lo scudetto per soli 3 punti. Poi sistemò tutto, come detto, Calciopoli.
La Roma arrivò quinta ma seppe ritagliarsi uno spazio importante, riuscendo nella storica impresa di realizzare 11 vittorie consecutive, traguardo peraltro tagliato in occasione del derby di ritorno vinto per 2-0.
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Nel finale di stagione la Roma disputò la seconda finale consecutiva di coppa Italia contro l’Inter e perse ancora. La maledizione si protrasse all’estate successiva, quando la Supercoppa ci sfuggì incredibilmente di mano: in vantaggio per 0-3, la Roma si fece recuperare e battere nei supplementari dai nerazzurri.
STAGIONE 2006-2007
LA ROSA
Portieri: Curci G., Doni M., Julio Sergio, Pipolo P., Zotti C.;
Difensori: Cassetti M., Chivu C., Defendi R., Ferrari M., Martinez G., Mexes P., Panucci C., Tonetto M;
Centrocampisti: Aquilani A., De Rossi D., Faty R., Mancini, Perrotta S., Pizarro D., Rosi A., Taddei R., Virga V., Wilhelmsson C.;
Attaccanti: Montella V., Okaka S., Tavano F., Totti F., Vucinic M.;
Allenatori: Spalletti L.
Pur con sentenze miti, Calciopoli “bonificò” il massimo campionato, spedendo la Juventus in serie B. Le altre squadre (in realtà la serie B rappresentava anche il minimo per la Juventus, stante la gravità dell’impianto accusatorio a suo carico), furono dapprima severamente penalizzate, poi in sede di arbitrato CONI praticamente graziate: la Fiorentina fu sanzionata con 19 punti, la Reggina con 11, il Milan con 8 e la Lazio con 3.
Protagoniste del torneo furono allora le squadre che uscirono pulite dal ciclone Calciopoli: l’Inter, la Roma e la sorpresa Palermo. La Roma, per effetto delle sentenze di cui sopra, tornò a disputare la Champions League. In sede di campagna acquisti arrivarono nella capitale Cassetti, Tonetto, Vucinic e Pizarro. Spalletti ripropose l’alchimia tattica del modulo delle 11 vittorie, che prevedeva continui inserimenti, giocate in velocità e moto perpetuo.
La concorrente più accreditata alla vittoria finale rimaneva comunque l’Inter, che non deluse le aspettative. La fuga dei nerazzurri cominciò a novembre, dopo l’affermazione sui rosanero palermitani: l’Inter realizzò una cavalcata trionfale che annichilì il primato di 11 vitorie consecutive conquistato solo l’anno prima dalla Roma, portando il nuovo record a 17 affermazioni consecutive. Quando l’Udinese riuscì nell’impresa di arginare i nerazzurri, il distacco dalla seconda in classifica, la Roma, ammontava a 14 punti, ed alla vigilia dello scontro diretto a 16. Lo scontro diretto, comunque, lo vinse la Roma: l’Inter, che accumulò diversi record, non riuscì a chiudere il torneo imbattuta. La Roma vinse anche contro il Milan a San Siro, cogliendo la seconda soddisfazione nel capoluogo lombardo: non accadeva da secoli.
La Roma però rimediò anche una sconfitta bruciante nel derby, rimediando un clamoroso 3-0 all’andata senza riuscire a saldare i conti nel ritorno, quando non si andò oltre lo 0-0.
Alla fine la Roma fece il suo piazzandosi al secondo posto con un distacco abissale dall’Inter.
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Il ritorno nella massima competizione continentale fu traumatico: dopo aver eliminato una formazione importante come il Lione ed aver sconfitto il Manchester in casa per 2-1, la Roma fu umiliata in terra inglese, dove rimediò un vergognoso 7-1, un ko storico.
Il riscatto arrivò in coppa Italia, dove la Roma in finale affondò l’Inter: la partita di andata, terminata 6-2 per i giallorossi, rese superflua la gara di ritorno e vanificò il 2-1 di San Siro.
STAGIONE 2007-2008

LA ROSA
Portieri: Curci G., Doni M., Julio Sergio, Zotti C.;
Difensori: Antunes V., Cassetti M., Cicinho, Ferrari M., Juan S., Mexes P., Panucci C., Pit A., Tonetto M;
Centrocampisti: Aquilani A., Brighi M., De Rossi D., Esposito M., Giuly L., Mancini, Perrotta S., Pizarro D., Taddei R., Virga V., Wilhelmsson C.;
Attaccanti: Totti F., Vucinic M.;
Allenatori: Spalletti L.
Il campionato 2007-2008 alla vigilia si prospettò estremamente interessante: tornarono infatti in A la Juventus, il Genoa ed il Napoli. Dal punto di vista dei valori però la lotta al titolo riguardò esclusivamente Inter e Roma. Anzi l’Inter degli aiutini e la Roma. Il primo incontro/scontro di un duello lungo un anno se lo aggiudicò la Roma, che con un rigore di De Rossi a San Siro conquistò la Supercoppa.
Le due formazioni inizialmente procedettero a braccetto, poi alla sesta, in occasione dello scontro diretto dell’Olimpico, i nerazzurri balzarono in testa, vincendo nettamente 1-4. Sarà la fuga giusta, perché la Roma, pur disputando una stagione eccellente, non riuscirà più ad agguantare i nerazzurri, abili a sfruttare una serie infinita di errori/orrori arbitrali di moggiana memoria. Nel girone di ritorno la Roma addirittura vide aumentare il suo distacco fino a 11 punti, e non riuscì a sfruttare lo scontro diretto di San Siro pur essendo in vantaggio ad una manciata di minuti dal termine: accadde infatti che Rosetti salì in cattedra e l’Inter pareggiò, frenando la rincorsa dei giallorossi. La Roma purtroppo frenò anche in occasione del derby e con il Livorno ultimo in classifica: lo svantaggio divenne di 6 punti. Il derby di Milano vinto dal Milan però riaprì ancora una volta i giochi. Il Siena poi, affatto disposto a rivestire il ruolo di vittima sacrificale, costrinse i nerazzurri al pari davanti ad uno stadio gremito e pronto a festeggiare uno scudetto (comunque rubato). La Roma fece il suo e liquidò l’Atalanta: con le due squadre separate da un punto lo scudetto si decise all’ultimo respiro.
Nell’ultima giornata Inter e Roma affrontarono rispettivamente Parma e Catania, due formazioni impegnate nella lotta per non retrocedere. La Roma passò in vantaggio a Catania con Vucinic e rimase campione d’Italia fino al 62′, quando a Parma Ibrahimovic spezzò il sogno dei giallorossi, che alla fine furono praticamente costretti al pari dai siciliani.
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Al termine della stagione Roma ed Inter si affrontarono ancora nella consueta finale di coppa Italia. una Roma estremamente determinata vinse per 2-1 e mise in bacheca il secondo trofeo stagionale.















