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TRIGORIA NEWS, la conferenza stampa di Spalletti

Si riportano le dichiarazioni di Luciano Spalletti nel polst-partita di Roma-Ceahlual (si ringrazia Romanews.eu)
 
“Soddisfatto, ma bisogna fare qualcosa di più, qualche ripartenza in più, qualche cosa in più”.
Indicazioni tattiche?
“Quattro quattro due. Gli esterni hanno lavorato bene, anche i due mediani. Va recuperata palla dieci metri indietro, però, sennò diventa difficile. Avendo due mediani soli che vanno ad attaccare dietro le punte si rischia di lasciare qualcosa di giocabile agli altri. Dobbiamo essere più bravi nel rubare qualche metro in più agli avversari come posizionamento di squadra, sennò con le due punte parallele, anche se Okaka ha fatto bene, la zona pericolosa diventa quella centrale davanti ai due centrali. Se i due mediani si alzano troppo rimane troppo corridoio: per gli esterni avversari e per il venire incontro delle punte. Bisogna migliorare qualcosa”.
Cosa cambia per Totti con questo modulo?
“Totti non cambia nulla. È uno spostamento di pochi metri”.
Sembra di vedere la squadra divisa un po’ in due: difendono in sei e attaccano in quattro
“Deve succedere, soprattutto di difendere in sei. Soprattutto se i terzini li porti all’altezza degli esterni. Se perdi palla loro ripartono e per i terzini diventa difficile fare corse per affiancare i mediani. I sei servono per soffocare e i quattro per attaccare. Poi gli altri vengono a sostegno. L’obiettivo deve essere quattro che fanno male davanti e sei dietro che non fanno mai soffrire. Poi, aspettando i rientri degli esterni e delle punte. Per non avere i mediani in troppo spazio che lasciano libero il corridoio davanti ai due centrali”.
Motta e Andreolli sono sembrati già in buona condizione
“Due ragazzi seri e professionali, che riconoscono il loro lavoro e mestiere. Due su cui si può contare”.
Tempi di recupero per Juan? Si può sbilanciare?
“Non mi azzardo a farlo. Potrei andare incontro ad errori facili. Bisogna valutare bene con medici e fisioterapisti”.
E Totti? La squadra sembrava stanca.
“Francesco non mi è sembrato opportuno di farlo rientrare. Ha lavorato tutta la settimana con Musa e Scala, solo oggi con la squadra, arriverà con una condizione migliore di oggi. Baptista ha questo dolorino. Con questo caldo e dopo le vacanze dove il ritmo e l’allenamento mancano è normale. Oggi mi è sembrato un caldo soffocante. Faticavo io dalla panchina, figurarsi loro in campo. Sono cosettine che vanno gestite, ma capitano di conseguenza al momento”.
Come mai nessuno ha fatto richieste ufficiali per i vostri giocatori?
“Soltanto una questione di tempo. Qualcuna di quelle operazioni di mercato a cui alludevo tempo fa verrà fatta e qualcuno ce li verrà a chiedere perché abbiamo buoni calciatori. Bisogna essere bravi a ricoprire ruoli e caratteristiche che ci danno completezza di squadra”.
È il mercato più difficile da quando è a Roma?
“No, quando sono arrivato è stato più difficile. C’era Mexes che era stato fermato e si subì il blocco del mercato. Ci siamo sempre un po’ adattati ma bene, abbiamo creato una squadra forte, vincendo le partite che abbiamo vinto e le posizioni che abbiamo ottenuto”.
Pensa sia possibile immaginare che non parta nessuno e nessuno arrivi?
“Secondo me qualcosa avverrà. Ci saranno delle sostituzioni, in uscita e in entrata, nonostante le difficoltà di mercato oggettive. Noi dobbiamo prenderlo come un’occasione di lavorare sui giovani, sulla squadra, senza aspettare il colpo del campione e basta. Il lato positivo è che i tifosi sono gli stessi. È un bel supporto”.
La preparazione in vista dell’Europa League a che punto è?
“Abbiamo dovuto gestire qualche situazione di qualche calciatore in vacanza differenziata per delle competizioni. Ma abbiamo un numero di calciatori che ci permette di affrontare la prima gara in modo attrezzato. Ci vado fiducioso, non faccio percentuali. Anche quelli che si sono allenati in questo periodo qui, se si viene da una preparazione, si può avere delle difficoltà. De Rosi, Motta, Andreolli, Baptista, si rischia per farli essere dentro le situazioni di fermarlo e di tornare un po’ indietro. Di non essere nelle condizioni di sviluppare quello che viene richiesto in queste gare. Ma la Rosa ci consente di sopperire”.
C’è qualche problema?
“Certo, siamo partiti presto, si è dovuto frammentare il gruppo, lavorare in modo spezzettato. Penso sia un’imposizione per chi fa il mio lavoro e per il calcio attuale. Non si può avere tutto sistemato sempre. Bisogna essere bravi ad essere pronti se ci sono situazioni nuove. E completare condizione fisica, atletica, mentale. I ragazzi hanno le scorie dell’anno appena concluso. Devono rendersi conto che la realtà è dura e bisogna fare risultati. L’anno scorso abbiamo lottato per essere in questa situazione e per completare quella situazione”.
Quale ruolo si augura esca rinforzato dal mercato?
Io penso che il mercato sia già difficile così. Andare anche ad imporre quei due o tre diventerebbe difficile. Io Mexes e Juan li vorrei. Sono forti, ci ho lavorato, danno forza a un reparto importante. Pizarro ha fatto vedere di essere diverso dagli altri. De Rossi non si può dar via assolutamente. Aquilani è un giocatore che vogliamo riportare ai livelli a cui ha fatto vedere che può arrivare. Ma discorsi su di lui mi pare ci siano. Bisogna vedere qual è la proposta. Se qualcuno vuole venire a prendere un giocatore a ’sconto’ ha sbagliato. Ha grandi qualità, può darci un supporto importante. Se poi troverà una situazione cucita addosso, ma che non accontenta noi, sbagliano a pensare ch lo daremmo”.
Tutti però sanno di cosa avete bisogno…
“Siamo alla ricerca di un attaccante, di giocatori che hanno gamba sugli esterni, i nostri sono sempre quelli lì, da settore centrale, giocatori con passo da corridoio centrale. Quelli che hanno lo strappo sui trenta, quaranta, cinquanta, sessanta metri sono altri”.
Vucinic è sul mercato?
“Vucinic ci piace, è forte, lo ha fatto vedere a tutti. E Menez è uguale”.
Cosa pensa dello scambio Ibra-Eto’o?
“Come faccio ad andare a commentare una vicenda del genere? Non ho mezzi…”.
Il campionato italiano si è indebolito?
“Sì, l’Italia ha perso giocatori importanti, ma rimaniamo una nazione forte, anche se c’è da lavorare sulle basi affinché si riesca a produrre giocatori come dice la nostra storia. Bisogna stare attenti a dare forza al settore giovanile, ai dilettanti, affinché diano possibilità di fare esperienza. Vero, due, tre campioni sono andati via. Poi faremo sempre vedere il nostro valore, anche con la nazionale. Bisogna lavorare sul concetto di squadra. Se poi ti vengono a chiedere un giocatore, il Manchester con Ronaldo ha dimostrato quale deve essere il comportamento corretto”.
Vorrebbe allenare Kaka e Ronaldo?
“Io sono contento di allenare Totti, De Rosi, Menez e Vucinic. Cosa? Li devo dire tutti? Bisogna ricordarseli…”.
Chi preferirebbe tra Kaka-Rionaldo e Ibrahimovic-Messi?
“Faccio scegliere te”.
Mourinho, a cui hanno preso Milito, Motta, Lucio ed Eto’o non è soddisfatto. Cosa ne pensa?
“Non lo so, non parlo di Mourinho. Parlo di chi conosco, posso parlare di Giampaolo, di Ancelotti. Non lo so, leggo qualcosa. Noi siamo stati abbastanza bravi in questi anni. Se ci hanno preso un giocatore siamo stati bravi a riorganizzarci. In questi quattro anni non abbiamo mai mirato un giocatore andando e portandoselo via. Abbiamo fatto vedere abbastanza un’impostazione di lavoro corretto”.
Teme che i giocatori frenino durante la stagione in vista dei mondiali?
“Sono convinto che ai calciatori piace fare il loro lavoro. Il mondiale lo vedo sempre come un grande stimolo per i calciatori, che saranno determinati per andarlo a giocare”.
Chi si è mosso meglio sul mercato?
“Il Napoli e la Juventus molto bene, la Fiorentina sta lavorando bene. Il Genoa è da valutare. Gasperini nel ricambio ha sempre saputo ridare ordine e forza alla squadra. L’Inter c’è da vedere cosa farà. Il Milan ha perso Kaka ma farà altre operazioni. Le complicazioni saranno le stesse. Noi dovremo inserirci e lottare alla pari. Ci chiamiamo Roma e abbiamo ottimi calciatori”.
Ha bisogno di un giocatore davanti per il nuovo modulo?
“Io giocherò anche con il trequartista. Avere un finalizzatore con certe caratteristiche da lasciare nel vivo del settore centrale ci darà completezza di situazioni”.

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