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Tutto in due settimane. Il futuro della Roma si deciderà nelle prossime 330 ore. Dopodiché i giochi saranno fatti. O quasi. Sul fronte societario e su quello sportivo. Entro il 30 giugno, la famiglia Sensi dovrà presentare un nuovo piano di risanamento finalizzato a colmare gli oltre 377 milioni di debiti accumulati dalla Italpetroli. Se questo non avvenisse, la Pricewaterhouse non potrebbe approvare il bilancio della holding petrolifera, non consentendole di sopravvivere. Per salvare l’intero gruppo, non è escluso che si debba arrivare alla cessione proprio della A.S. Roma, società in attivo e in regime di autofinanziamento. Da giorni rimbalzano voci di un possibile interessamento nei confronti della società giallorossa di Blackstone, uno dei fondi d’investimento più ricchi degli USA. Il club, però, su richiesta della Consob, ha emesso un comunicato di smentita, 19 giorni dopo l’ultimo.
Sul versante prettamente sportivo, anche l’agenda di Pradè appare piena di appuntamenti. Con tutta probabilità giovedì lui e Spalletti incontreranno Rosella Sensi, per fare chiarezza sul futuro della società e sul budget da poter spendere durante il calciomercato. I dipendenti vogliono sapere e la proprietà li accontenterà. Nelle ore seguenti, il direttore sportivo romanista ha in programma una riunione con il suo omologo del Lecce, Guido Angelozzi. L’obiettivo? Chiudere definitivamente la risoluzione della comproprietà di Vučinić. In TerraSalentina dovrebbero andare 10 milioni circa e Okaka. Non è escluso però che la Roma, per abbassare ulteriormente il costo dell’operazione, provi ad inserire all’ultimo momento un altro giovane.
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