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Tacopina e Follieri preso dall’espresso
Giugno 12, 2008, 2:06 pm
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Joe Tacopina lo ripete spesso: “Il calcio in Italia è una religione”. Frase non proprio originale, ma senz’altro vera. E lui, avvocato penalista di Brooklyn con il pallino degli affari e un’ambizione smisurata, lo ha capito da subito. Ha capito che il pallone, per chi ci sa fare, può diventare un’occasione di business. Oppure, se il denaro contante scarseggia, un’impagabile occasione per mettersi in mostra e, magari, guadagnarci comunque qualcosa. Sarà per questo che nelle settimane scorse il nome di Tacopina è spuntato più volte nel mazzo dei possibili (ma a volte improbabili) acquirenti della Roma. E adesso che quell’affare sembra sfumato, l’avvocato fa rotta su Bologna, dove la squadra locale ha appena riconquistato la serie A. Ma dietro la misteriosa cordata americana che punta sul club rossoblu fa capolino una traccia che porta al più spericolato dei finanzieri cattolici, il giovane Raffaello Follieri. Un enfant prodige che di sicuro non ha perso tempo: è sbarcato da Foggia a New York, ha creato un colosso immobiliare, si è fidanzato con l’attrice più carina di Hollywood, ha fatto amicizia con i Clinton ed è passato indenne da una raffica di scandali. Il tutto a meno di trent’anni.

L’offerta per il neopromosso Bologna, messo in vendita dal patron Alberto Cazzola, arriva da una sigla misteriosa: Tag Partners. Gli acquirenti hanno mandato in avanscoperta i consulenti della Inner Circle, una banca d’affari statunitense specializzata in operazioni sportive. Sono gli stessi che un paio di anni fa hanno gestito la vendita del Liverpool ai due finanzieri Malcolm Glazer e Paul Gillette. In Italia però si sono fatti notare per la prima volta a febbraio. Erano quelli di Inner Circle, guidati dal numero uno Steven Horowitz, a condurre le danze dei compratori attorno alla Roma della famiglia Sensi. Nella capitale si era dapprima fatto avanti Follieri. Ma gli advisor dei Sensi, visto e considerato il movimentato curriculum del finanziere, ne hanno subito respinto le avances. A questo punto, siamo ormai a marzo, è spuntato dal nulla Tacopina, che non si è molto curato della riservatezza. Anzi, ha sbandierato ai quattro venti il suo interesse. Solo che da quelle parti incrociava un altro pretendente con credenziali ben più solide. Nientemeno che George Soros.

L’avvocato italoamericano ha così dovuto battere in ritirata, salvo tornare alla carica in questi giorni con il Bologna, che l’attuale patronAlberto Cazzola potrebbe vendere per seguire le lusinghe della politica. Il fatto è che una pluralità di indizi porta a ritenere che Tacopina e Follieri siano due facce della stessa medaglia. Una medaglia che si chiama Tag Partners. Dietro questa sigla non c’è una storia, né credenziali importanti. Chi sfoglia il dossier dell’offerta per il Bologna si imbatte solo in tre nomi, presentati come i soci della cordata. Oltre a Tacopina, troviamo Paul Galvin e Michael O’Neil.

Per capire meglio conviene studiare i profili e la carriera di questi personaggi. Le sorprese non mancano davvero. Galvin, per esempio, si è occupato per tutta la vita di beneficenza e immobili. Attivissimo nel volontariato, ha fondato e guidato una società non profit chiamata Food Aid che assiste sieropositivi, vittime di violenza, famiglie sul lastrico. La compagnia però si è lanciata anche nel business delle case a prezzo popolare nei sobborghi di New York. Poi mister Galvin ha mollato i poveri e si è buttato nei condomini di lusso, con progetti ‘finanziati creativamente’. Proprio lui incarna il link con i Follieri, oltre al giovane Raffaello, anche papà Pasquale. Quando la coppia di affaristi pugliesi sbarcò negli Usa, Galvin entrò nei ranghi della loro compagine. Un esperto di immobili, inserito nel board di potenti organizzazioni benefiche cattoliche, era l’uomo perfetto per i loro piani: unire l’affare dei mattoni e la carità del bene. Galvin ha l’incarico di development manager e sono in molti a credere che sia stato lui a forgiare il piano strategico della famiglia venuta dalla Puglia, fornendo gli strumenti per costruire il sogno americano: dollari e fede. È la combinazione magica che ha permesso ai Follieri di incontrare cardinali e ambasciatori, salvo poi lasciarsi alle spalle conti da pagare e malumori.

Il gioco delle parti è andato in scena anche in Italia. La Tag Partners di Galvin corteggia i Sensi? Ed ecco il giovane Raffaello volare nella capitale. Con risultati men che mediocri, a dire il vero. Non c’è problema. Adesso tocca al Bologna. Resta da capire che cosa c’entri il calcio con la beneficenza. C’è chi scommette, però, che gli immobili siano il vero oggetto del desiderio. Nella capitale si favoleggiava della costruzione di un nuovo stadio, riservato a Totti e compagni. E anche nel piano finanziario per il Bologna all’americana spicca un capitolo dal titolo: ‘Nuovo stadio e progetti edilizi’. In effetti, l’impianto bomboniera, con le tribune comode e tanti servizi aggiuntivi, resta un po’ il sogno proibito di tutti i patron del calcio nostrano. Spesso, però, mancano i soldi. Oppure i permessi edilizi. E a volte gli uni e gli altri. 

Il terzetto di Tag Partners conta di sfondare anche sul fronte del mattone. A dare una mano nel pacchetto di mischia ci sarà anche O’Neil, il secondo partner (in ordine alfabetico) dell’inedita cordata. Il giovane manager, 39 anni, dev’essere uno sportivone. Almeno a giudicare dal suo curriculum. Ha giocato a calcio al college e girato il mondo con la nazionale universitaria, sfidando persino la Siria. La sua specialità è però il triathlon: cura public relation e marketing per diversi atleti. La più nota è Susan Williams, bronzo ad Atene. Dicono che sia pieno di iniziative e preferisca le marce nella neve ai party newyorchesi. E mentre Follieri sta con i Clinton, lui ha donato 350 dollari per la campagna di Barack Obama. O’Neal dichiara di occuparsi di investimenti finanziari. Una cosa però è certa: nella storia del Bologna fa di testa sua. Fisher Investments – il gruppo da 46 miliardi per cui lavora – non ha niente a che fare con questa iniziativa.

Resta quindi il buldog Tacopina, 42 anni. Studi di legge e mazzate giocando ad hockey su ghiaccio. Poi, appena laureato, fa un esordio lampo: numero due del collegio difensivo di John Gotti, l’ultimo padrino processato in diretta tv. Volto da ‘Beautiful’ e grinta latina si impongono subito. Una parentesi da pubblico ministero e poi torna nei panni di avvocato delle stelle. Tacopina è un fenomeno delle pubbliche relazioni. Colleziona casi importanti e comparsate alla tv. Il suo sito Internet è tappezzato di entusiastici apprezzamenti per il bell’avvocato italoamericano. Tutti, dal ‘New York Times’ alla tv Fox News si fanno in quattro per esaltare le doti del rampantissimo ‘criminal attorney’. Dalle nostre parti, invece,Tacopina è un perfetto sconosciuto fino a quando, pochi mesi fa, decide di lanciare la sua personale campagna d’Italia. Mentre i giornali raccontano del suo interesse per la Roma calcio, l’avvocato di Brooklyn entra a piedi uniti nel caso giudiziario del momento: l’assassinio, a Perugia, della studentessa inglese Meredith Kercher. Tacopina comincia a predicare ai quattro venti l’innocenza di Amanda Knox, principale indiziata dell’omicidio. Lui si è convinto. I giudici ancora no. E infatti la giovane Knox resta in carcere. L’avvocato comunque ha molto da fare. C’è la Roma. Il Bologna. E anche il ristorante. Ne ha comprato uno a Milano. A due passi da palazzo di giustizia. Per l’occasione si è messo in affari con due amici di New York, Frank Carone e il suo collega Arthur Aidala. Con loro anche un italiano doc, tale Massimiliano Morazzoni di Trezzano sul Naviglio. Insieme controllano la società Barnaba, dal nome della via milanese (San Barnaba) dove si trova la trattoria. Tutto qui. In attesa di sfondare nel calcio milionario, Tacopina deve accontentarsi di fare il ristoratore. Poca cosa, forse. Ma anche Follieri è partito da zero. E adesso se ne va in giro con Anne Hathaway. Lo chiamano american dream.

 


4 Commenti finora
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bei tipi non c’è che dire…bei tipini rispettabili non c’è che dire….” bravi ragazzi” alla donnie brasco…meglio perderli che trovarli…

Commento di sfulvio

Hanno comprato il Bologna,
per il momento ce li becchiamo noi :-(
speriamo che sgancino la pilla e non facciano troppi danni …
tifoso rossoblù

Commento di maz

[...] Quando circa due mesi fa sui quotidiani sportivi impazzava il “Roma-Soros”, il miliardario che secondo fonti della stampa estera avrebbe dovuto essere molto interessato all’acquisto della Roma, si parlò di Joe Tacopina come intermediario dell’affare. Tacopina, come ho già avuto modo di scrivere qui, balza alla ribalta delle cronache italiane per essersi presentato a Porta a Porta come avvocato di AMANDA KNOX, accusata dell’omicidio di Meredith Kercher. In quella puntata della trasmissione, Tacopina disse di non aver mai letto gli atti del processo, ma di essersi fatto un’idea precisa del caso, in quanto se ne era occupato per la trasmissione di un network americano. La storia la trovate fra gli articoli correlati. Arriviamo a maggio, quando Tacopina sbarca a Fiumicino e si fa fotografare con una sciarpa della Roma. I tifosi seguono con apprensione la vicenda. Tutti i giornali presentano Tacopina come “l’uomo di fiducia del miliardario Soros”. In una trasmissione radiofonica, si menziona il rapporto di Tacopina con Raffaello Follieri e si parla anche del problema che quest’ultimo aveva avuto con un assegno da 250.00 dollari andato in protesto. Nella trasmissione si dà una spiegazione alla storia dell’assegno ma non si menziona la fonte di tali notizie. L’assegno sarebbe stato dato da Folliero in garanzia per un acquisto. Il venditore, però, si sarebbe rivelato inaffidabile, incassando l’assegno dato in garanzia prima che l’affare fosse concluso (non ricordo in modo perfetto, mi scuserete). Si conclude, quindi, informando il pubblico che Follieri è una persona serissima, che ha chiarito tutto conla polizia americana, uscendo immacolato dalla storia del protesto. (leggete più avanti l’illuminante articolo del 5 aprile) Riabilitando Folliero, ci si tranquillizza anche su Tacopina. Negli stessi giorni, però, tutti i giornali presentano Tacopina come uomo di fiducia di Soros e avvocato di Amanda Knox. Immediate giungono le smentite da parte dei legali della Knox che affermano: “Tacopina non è il legale di Amanda Knox”. L’affare Soros sfuma. La Roma resta ai Sensi. Tacopina, però, a sorpresa compra il Bologna. Uno dei dirigenti del Bologna Calcio si dice esterrefatto e annuncia che si dimetterà immediatamente dalla società. Secondo lui il Bologna è stato comprato da intermediari e dei veri proprietari nessuno sa nulla. Anche la città nutre dubbi su questa vendita. Dal canto suo, Tacopina, afferma di essere stato contattato da cinque squadre di calcio italiane e di aver scelto quella con le maggiori possibilità di crescita. Annuncia di volersi trasferire a Bologna con tutta la famiglia per seguire la squadra  e di amare molto l’Italia. Secondo alcune fonti stampa, una pluralità di indizi porta a ritenere che Tacopina e Follieri siano due facce della stessa medaglia. Una medaglia che si chiama Tag Partners. Dietro questa sigla non c’è una storia, né credenziali importanti. Chi sfoglia il dossier dell’offerta per il Bologna si imbatte solo in tre nomi, presentati come i soci della cordata. Oltre a Tacopina, troviamo Paul Galvin e Michael O’Neil. (leggi articolo l’espresso) [...]

Pingback di Follieri, Tacopina, la Roma e Meredith « Wildgreta, il blog

[...] Quando circa due mesi fa sui quotidiani sportivi impazzava il “Roma-Soros”, il miliardario che secondo fonti della stampa estera avrebbe dovuto essere molto interessato all’acquisto della Roma, si parlò di Joe Tacopina come intermediario dell’affare. Tacopina, come ho già avuto modo di scrivere qui, balza alla ribalta delle cronache italiane per essersi presentato a Porta a Porta come avvocato di AMANDA KNOX, accusata dell’omicidio di Meredith Kercher. In quella puntata della trasmissione, Tacopina disse di non aver mai letto gli atti del processo, ma di essersi fatto un’idea precisa del caso, in quanto se ne era occupato per la trasmissione di un network americano. La storia la trovate fra gli articoli correlati. Arriviamo a maggio, quando Tacopina sbarca a Fiumicino e si fa fotografare con una sciarpa della Roma. I tifosi seguono con apprensione la vicenda. Tutti i giornali presentano Tacopina come “l’uomo di fiducia del miliardario Soros”. In una trasmissione radiofonica, si menziona il rapporto di Tacopina con Raffaello Follieri e si parla anche del problema che quest’ultimo aveva avuto con un assegno da 250.00 dollari andato in protesto. Nella trasmissione si dà una spiegazione alla storia dell’assegno ma non si menziona la fonte di tali notizie. L’assegno sarebbe stato dato da Follieri in garanzia per un acquisto. Il venditore, però, si sarebbe rivelato inaffidabile, incassando l’assegno dato in garanzia prima che l’affare fosse concluso (non ricordo in modo perfetto, mi scuserete). Si conclude, quindi, informando il pubblico che Follieri è una persona serissima, che ha chiarito tutto conla polizia americana, uscendo immacolato dalla storia del protesto. (leggete più avanti l’illuminante articolo del 5 aprile) Riabilitando Follieri, ci si tranquillizza anche su Tacopina. Negli stessi giorni, però, tutti i giornali presentano Tacopina come uomo di fiducia di Soros e avvocato di Amanda Knox. Immediate giungono le smentite da parte dei legali della Knox che affermano: “Tacopina non è il legale di Amanda Knox”. L’affare Soros sfuma. La Roma resta ai Sensi. Tacopina, però, a sorpresa compra il Bologna. Uno dei dirigenti del Bologna Calcio si dice esterrefatto e annuncia che si dimetterà immediatamente dalla società. Secondo lui il Bologna è stato comprato da intermediari e dei veri proprietari nessuno sa nulla. Anche la città nutre dubbi su questa vendita. Dal canto suo, Tacopina, afferma di essere stato contattato da cinque squadre di calcio italiane e di aver scelto quella con le maggiori possibilità di crescita. Annuncia di volersi trasferire a Bologna con tutta la famiglia per seguire la squadra  e di amare molto l’Italia. Secondo l’Espresso,” una pluralità di indizi porta a ritenere che Tacopina e Follieri siano due facce della stessa medaglia. Una medaglia che si chiama Tag Partners. Dietro questa sigla non c’è una storia, né credenziali importanti. Chi sfoglia il dossier dell’offerta per il Bologna si imbatte solo in tre nomi, presentati come i soci della cordata. Oltre a Tacopina, troviamo Paul Galvin e Michael O’Neil.” (leggi articolo l’espresso) [...]

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