soros roma : Il suo profilo visto da vari portali
Filantropo, finanziere, “Re Mida”, filosofo, “colui che ha rotto la sterlina”, anti-Bush… Sono infiniti i nomi con cui può essere definito George Soros, personaggio discutibile e discusso, titolare di una fortuna immensa che ammonterebbe a 7 miliardi di dollari circa, il tipico “self-made man” americano cui non mancano eccentricità e “inchieste”.
Ma le speculazioni non sono il suo unico interesse. Negli ultima anni Soros si è lanciato in una feroce campagna anti Bush. Durante le elezioni del 2004 non si limitò a finanziare i suoi avversari ma fece dichiarazioni decisamente “forti” ai vari giornali. Al Washington Post dichiarò che “la disfatta di Bush è lo scopo della mia vita, una questione di vita o di morte“; al Financial Times che “un’America nelle mani di Bush è un pericolo per il mondo intero” e “il partito repubblicano è in mano ad un gruppo di estremisti“.
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George Soros è uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo. Autodefinitosi, via via, “Re Mida della finanza“, “Boss del Papa”, “sostenitore della Società aperta”, “il più grande sostenitore della legalizzazione delle droghe al mondo”, Soros è l’uomo che ha speculato sulla sterlina (con l’avvallo dei Reali e del governo britannico), ha speculato sulla lira (con l’avvallo di Ciampi, nel ‘92), ha distrutto le Tigri asiatiche mandando al suicidio (metaforico o reale) milioni di persone. Si considera un filantropo (ha aperto una fondazione per farlo sapere a tutti) e, ultimamente, ha deciso che la bolla speculativa sul Nuovo Mercato gli ha fatto venire meno le energie di un tempo. Scrive testi filosofici che nessuno si degna di leggere (allievo di Popper, gli inviò uno scritto: Popper manco si ricordava chi cavolo fosse questo Soros). Al culmine del successo confessò di sentirsi Dio: letteralmente. Questo tycoon è stato accusato in ogni angolo del mondo, per le sue politiche globalizzanti e speculative: ma è troppo potente, le inchieste su di lui non hanno mai portato a nulla. Il suo gran nemico è il protagonista della controcultura che ha per obbiettivo la tecnocrazia: è Lyndon LaRouche, un personaggio ambiguo e discusso, che ha però svelato tutti gli altarini di Soros, anche quelli italiani, gettando fango a palate su De Benedetti, Prodi, Ciampi e Draghi. Soros non è un casual manager: la sua vicinanza ai Rotschild adombra collusioni a livello esoterico e lasciano spazio alle fantasie complottiste che ravvedono nei vertici della tecnocrazia un’autentica sètta. Indaghiamo su quello che è stato (e forse è ancora) il re dei fondi e delle più sciagurate operazioni speculative…
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George Soros è uno dei protagonisti della finanza internazionale di oggi, uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo, che qui si racconta nelle pieghe più intime del proprio pensiero e delle proprie esperienze attraverso lo stile narrativo scorrevole e accessibile dell’intervista.
A porgergli le domande sono Byron Wien, direttore amministrativo della Morgan Stanley, e Krisztina Koenen, giornalista della Frankfurter Allgemeine Zeitung. Nelle parole di Soros la teoria economica e finanziaria si mescola continuamente con il ricordo personale, con il giudizio sulla politica e sui processi storici, e con la riflessione morale, rispecchiando fedelmente il modo in cui queste dimensioni sono intrecciate nella vita dell’autore.
E’ appunto per questo che, nel descrivere le strategie finanziarie e di investimento che ne hanno fatto il guru della finanza internazionale, Soros si trova a parlare con estrema naturalezza e capacità introspettiva anche della propria travagliata storia familiare e personale di ebreo ungherese: origine che in lui ha lasciato una profonda traccia sia sul piano psicologico sia su quello della formazione culturale, contribuendo ad orientare in modo determinante il pensiero, le scelte di vita e le innumerevoli attività di oggi. Un filo rosso attraversa questo libro: la riflessione filosofica sulla condizione umana e sull’ideale liberale di società aperta derivato da Karl Popper, professore di Soros quando questi studiava alla London School of Economics; un ideale che il grande investitore cerca di promuovere attraverso le sue attività filantropiche. Nella edizione italiana Soros, sollecitato dalle puntuali domande di Giancarlo Bosetti, parla diffusamente e con grande competenza anche del nostro Paese.
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LEGGETE BENE ANCHE IN QUESTO LINK, SI POTREBBE SCRIVERE PER ORE ED ORE DI SOROS.
http://www.resistenze.org/sito/os/mp/osmp4d11.htm